INTERVISTA ALL'AUTORE: ALBERTO ZICCHIERO
Oggi per la nostra rubrica Intervista all'autore ospitiamo Alberto Zicchiero.
Autore tra le varie opere di Anni di Trolley.
Buona Lettura
1) Chi è Alberto Zicchiero? Raccontaci qualcosa su di te.
Nasco a Lecco nel 1986, tra lago e montagne. Luogo stupendo, amo questa città, tanto che non di rado appare in ciò che scrivo. Lavoro nell'ambito socio-sanitario; da sempre sono affascinato dall'essere umano, dalla sua capacità di provare emozioni e dal suo più grande dono: la parola.
Parola e musica sono le mie passioni più grandi. Mi sono dedicato tanto alla seconda, da poco ho approfondito la prima, pubblicando la mia prima raccolta poetica con la casa editrice Le Mezzelane.
2) Come è nata la tua passione per la lettura? E quella per la scrittura?
Vengo da una famiglia di avidi lettori: leggere è sempre stato parte della mia vita, fin da quando ho imparato a farlo. Fumetti, libri di poesia e saggi di psicologia sono ciò che leggo maggiormente oggi.
La scrittura emerge anch'essa molto presto, come esigenza di sfogo e di elaborazione. Prima versi informi e disordinati su carta, credo i primi anni del Liceo; poi la scrittura nella musica, quella del rap; infine la scrittura di haiku e poesie, la mia attuale passione. Una spinta incredibile alla via poetica sono stati proprio gli haiku, che mi hanno emozionato appena ne ho conosciuto l'esistenza.
3) Quanto tempo dedichi alla scrittura durante il giorno?
Si tratta di un tempo non facilmente quantificabile, visto che raramente mi siedo e dico "adesso mi metto a scrivere". Accade e basta: mi capita per la mente e per il cuore un'idea, me la appunto su un foglio o sulle note dello smartphone. Solo successivamente c'è un lavoro di integrazione e di labor limae, che fa diventare i versi sparsi una vera e propria poesia.
Per quanto riguarda gli haiku, questo processo di immediatezza è ancora più marcato: lo spunto me lo può dare un momento, un luogo, un pensiero... da lì emergono dei brevi versi, a mio avviso densi e significativi, dei quali conto le sillabe. Aggiusto la metrica e, se l'istante catturato traspare ancora integro e cristallino, quello è un haiku.
Ah, scrivo soprattutto di sera e di notte.
Non saprei rispondere alla domanda quantificando: una risposta realistica potrebbe quindi essere "un enorme numero di attimi".
4) Quando scrivi solitamente preferisci il silenzio assoluto o ascolti della musica?
Quando scrivo haiku o poesie generalmente sono in una condizione di quiete, quindi con poco rumore. Non ascolto musica in quel momento, la musica al massimo può ispirare, dando una spintarella a un'idea.
5) Qual è il tuo autore e il tuo libro preferito?
Domanda decisamente difficile. Non vorrei mancare di rispetto a nessuno dei tanti autori che apprezzo e che hanno contribuito a costruire la mia penna. Parlando di poesia, cito volentieri: Antonia Pozzi, Franco Arminio, Chandra Livia Candiani, Imperatrice Bruno, Flaminia Colella, Mariangela Gualtieri, Guido Catalano.
Per quanto riguarda gli haiku, sono affascinato dai grandi classici giapponesi ad esempio Saigyō e Masaoka Shiki. Tra gli italiani, adoro gli haiku dello stimato amico Simone Savogin.
Non ho risposto citando titoli di libri, non mi sento in grado di scegliere quale opera ho preferito degli scrittori citati.
6) Che consiglio daresti a chi vorrebbe pubblicare il suo primo libro?
Altra domanda difficile, perché nessuno me l'ha mai porta prima d'ora... Penso che un consiglio valido possa essere quello di valutare attentamente dove non mettere le parole: le pause, i silenzi, lo spazio bianco sono parti fondamentali della poesia.
Non mi pronuncio, ovviamente, sugli altri generi letterari, non avendone dimestichezza.
Parlando in generale della pubblicazione di un libro, aggiungerei: scegli con attenzione le case editrici a cui proporre la tua opera! Perché in giro ci sono realtà davvero misere...
7) È il momento dello “Spot Time". Perché i lettori dovrebbero acquistare la tua silloge?
Anni Di Trolley ha dentro di sé, a mio modesto parere, tanti passaggi interessanti per chi ama leggere di amore e del suo opposto, per chi cerca nella poesia i sentimenti e le emozioni più fondative dell'essere umano. Per chi trova che le relazioni umane siano un processo estetico totalizzante.