INTERVISTA ALL'AUTORE: "MARIATERESA ROSSINI" e "JACOPO LUPI"
Ospitiamo oggi per la rubrica Intervista all'Autore Mariateresa Rossini e Jacopo Lupi che ci raccontano qualcosa sulla loro vita da scrittori e sul romanzo a quattro mani dal titolo L'altra metà di Giove edito Lupi Editore.
1) Chi è Mariateresa Rossini? Chi è Jacopo Lupi?
Raccontaci qualcosa su di te.
M.R.: Sono una Costellatrice Familiare, il mio percorso formativo alla Hellinger Schule, ha profondamente influenzato la mia vita, è stata una vera rinascita, in seguito mi sono dedicata a tenere incontri di Costellazioni Familiari sia individuali che di gruppo per permettere alle persone di realizzare il loro percorso di crescita interiore.
J.L.: Sono Jacopo Lupi, un bookcoach, scrittore, editore e CEO di Lupieditore. Da anni aiuto autori emergenti a trasformare il loro sogno di pubblicare in realtà, accompagnandoli in ogni fase del percorso editoriale. In questo viaggio, ho avuto il privilegio di guidare centinaia di scrittori nella pubblicazione e nella promozione dei loro libri, aiutandoli a trovare la loro voce e a costruire il loro pubblico.
Oltre a questo, mi dedico alla scrittura in varie forme: sono un ghostwriter per diversi autori e uno sceneggiatore teatrale. A mio nome ho pubblicato il romanzo "Io non amo" e il manuale "Promuovi e vendi il tuo libro", entrambi accolti anche dal mercato americano. La mia passione per la narrativa e la comunicazione mi spinge ogni giorno a esplorare nuove storie e a sostenere il talento di chi vuole emergere nel mondo dell’editoria.
2) Come è nata la tua passione per la lettura? E quella per la scrittura?
M.R.: La passione per la scrittura è emersa dall’urgenza di condividere con un pubblico più vasto la comprensione delle Costellazioni Familiari e delle dinamiche che facilitano il superamento di antichi schemi dinastici, i quali impediscono alle persone di raggiungere il loro pieno potenziale.
J.L.: La mia passione per la lettura è nata così naturalmente che quasi non riesco a ricordarne l'inizio: è come se fosse sempre stata presente nella mia vita. Sono cresciuto in una famiglia dove i libri non mancavano mai, forse anche per l'influenza di un nonno e un padre che insegnavano Italiano. Per me leggere è sempre stato un gesto quotidiano, come fare colazione o lavarsi i denti, qualcosa di assolutamente normale e indispensabile.
La passione per la scrittura, invece, ricordo esattamente quando è nata. Ero in quinta elementare, o forse in prima media, e poco prima dell'inizio dell'anno scolastico era venuto a mancare un compagno, portato via da una malattia. Quando tornai a scuola il primo giorno, mi aspettavo di trovare un’atmosfera diversa, più cupa, più rispettosa del dolore che sentivo dentro. Invece, c’era il sole, i compagni correvano, ridevano, e persino le insegnanti sembravano serene. Ma io ero rattristato, e mi colpiva vedere quel banco vuoto, così trascurato dal resto della vita che continuava a scorrere.
Tornai a casa con un senso di insoddisfazione e dissonanza interiore, e mi dissi che quel giorno sarebbe dovuto andare diversamente. Presi carta e penna e cominciai a scrivere la scena come avrei voluto viverla: la pioggia che cadeva, la gente che piangeva, noi alunni e insegnanti in cerchio attorno a quel banco vuoto, condividendo ricordi e emozioni su quel compagno che non c’era più. Dopo aver scritto, mi sentii meglio, come se avessi dato una forma al mio dolore e lo avessi trasformato in qualcosa di significativo.
Fu in quel momento che compresi il potere della scrittura, la sua capacità di trasformare le emozioni e dare voce a ciò che sentiamo. Da allora, raccontare storie è diventato per me un modo per elaborare e condividere il mondo, una passione che non mi ha più abbandonato.
3) Quanto tempo dedichi alla scrittura durante il giorno?
M.R.: Ci sono giornate in cui mi dedico alla scrittura per ore finché il mio lavoro non raggiunge un buono stato di avanzamento.
J.L.: Non passa giorno dove non scrivo per almeno un paio di ore. Faccio sempre più fatica adesso per i tanti impegni anche da editore ma trovo sempre il modo di ritagliarmi almeno quello spazio per me.
4) Quando scrivi solitamente preferisci il silenzio assoluto.
M.R.: Ho la necessità di un luogo raccolto e silenzioso.
J.L.: Assolutamente sì, preferisco il silenzio totale quando scrivo. Molti colleghi autori mi raccontano di come usano la musica per accompagnarsi nella scrittura, magari una melodia rilassante o una playlist che li ispiri. Per me, però, è diverso: ho bisogno di un silenzio assoluto. Solo in quel vuoto sonoro riesco a entrare pienamente nella storia, ad ascoltare i miei pensieri e a immergermi nelle emozioni dei personaggi.
5) I tuoi romanzi hanno delle colonne sonore?
M.R.: Mentre osservo l’evoluzione dei personaggi e il loro sviluppo, immagino anche delle colonne sonore che fanno da sfondo alle loro vicende.
J.L.: No, i miei romanzi non hanno una colonna sonora vera e propria, ma ogni capitolo ha un colore, un’atmosfera cromatica che rispecchia lo stato d’animo che sto cercando di raccontare. Quando scrivo, mi piace pensare ai capitoli come a delle “stanze” in cui entri con un determinato umore, e il colore diventa un elemento che guida questa esperienza, quasi come una luce che filtra e colora ogni scena.
6) Qual è il tuo autore e il tuo libro preferito?
Per me è difficile citare un solo autore o libro preferito, perché nella mia vita sono andato a periodi e ho letto davvero tanto e generi molto diversi. Ogni fase mi ha lasciato qualcosa di speciale, e sarebbe ingiusto limitarne l'importanza.
C’è stato il periodo dei classici, in cui mi sono immerso nei grandi della letteratura, poi il periodo Pirandello, dove ho esplorato l’assurdo e le maschere dell’identità.
J.L.: Borges, che mi ha aperto un mondo di labirinti e metafisica, e poi Marquez, che mi ha fatto innamorare del realismo magico e della potenza della memoria collettiva. Non sono mancati Fante, che mi ha colpito con la sua schiettezza e ironia, e Camus, che mi ha fatto riflettere sul senso della vita e dell’assurdo. Ho letto avidamente anche Stephen King, che mi ha insegnato l’arte del raccontare storie che tengono il lettore incollato alla pagina, e ho avuto perfino il periodo Coelho, che mi ha stimolato a riflettere sulla spiritualità e sulla ricerca personale. Non nego nemmeno un periodo in cui leggevo Fabio Volo, perché anche quei libri hanno avuto il loro momento e mi hanno dato qualcosa.
Ognuno di questi autori mi ha lasciato una traccia, un’ispirazione, un modo diverso di guardare il mondo. Chi più, chi meno, hanno tutti contribuito a formare il mio modo di pensare e di scrivere.
7) Se potessi cambiare qualcosa della storia ormai pubblicata, lo faresti? Se sì, perché? (Raccontacelo nei limiti dello spoiler)
M.R.: No
J.L.: In realtà no, non cambierei nulla della storia ormai pubblicata. Insieme a Mariateresa abbiamo lavorato a lungo sul testo, soprattutto durante la fase di revisione e nel “taglio e cuci” finale, curando ogni dettaglio per assicurare che la narrazione fosse esattamente come la immaginavamo. È stato un processo intenso e meticoloso, in cui abbiamo bilanciato emozioni, ritmo e struttura, cercando di lasciare spazio ai momenti giusti e togliendo il superfluo.
Sarò forse un po' di parte, ma posso dire con sincerità che per me il libro è perfetto così.
8)Ti sei ispirato a qualcuno per la descrizione fisica/caratteriale del tuo/dei tuoi personaggio/i?
M.R.: Ho tratto ispirazione per i personaggi da persone che ho realmente incontrato, o da esperienze che ho vissuto direttamente.
J.L.: L’ispirazione è d’obbligo, ci aiuta a creare personaggi veri, ma ovviamente non dico a chi.
9) Che consiglio daresti a chi vorrebbe pubblicare il suo primo libro?
M.R.: A chi desidera pubblicare il proprio primo libro, consiglio di lasciarsi ispirare da eventi realmente accaduti, e a esperienze che hanno segnato la loro vita, e di riflettere sul messaggio che desiderano trasmettere ai lettori.
J.L.: Mai domanda fu più azzeccata fatta a un editore! Se dovessi dare un solo consiglio a chi vuole pubblicare il suo primo libro, sarebbe questo: avere fame. Fame di leggere e di studiare, fame di scrivere e di raccontare, fame di condividere le proprie storie con gli altri. La passione è fondamentale, ma la fame è quella spinta in più che ti fa andare avanti anche quando il percorso sembra difficile o incerto.
Chi ha davvero fame e passione trova sempre il modo di arrivare. Non si tratta solo di aspettare l’occasione giusta, ma di crearla attraverso il lavoro, la dedizione e la costanza. A volte il successo non è immediato, ma chi crede davvero in ciò che fa e continua a crescere, prima o poi vede i frutti del proprio impegno. Credo fermamente che tutto accada a chi ci crede davvero e a chi ha la tenacia di non mollare.
10) È il momento dello “Spot Time”. Perché i lettori dovrebbero acquistare questo romanzo?
M.R.: Il lettore dovrebbe acquistare questo romanzo e leggerlo per scoprire come, dietro ogni dolore, si celi un significato più profondo rivelato dall’esperienza dei personaggi. La storia mostra che anche le situazioni più difficili possono nascondere verità e insegnamenti capaci di cambiare la nostra percezione della vita.
J.L.: È una storia che tocca l’animo umano nel profondo. In queste pagine abbiamo voluto esplorare le zone d’ombra della psiche, quei lati nascosti che tutti, in qualche misura, conosciamo e che spesso ci ritroviamo a dover affrontare. Il protagonista è complesso e autentico, in lotta con se stesso e con i suoi demoni, in un modo in cui molti potranno rispecchiarsi. Questo è un romanzo che parla di rinascita, di amore, di redenzione, ma anche dei legami invisibili che ci uniscono e che spesso condizionano le nostre scelte e il nostro cammino.
Attraverso il tema delle Costellazioni Familiari, emergono connessioni profonde e legami nascosti, e la trama diventa una lente per riflettere su come il passato possa influenzare il presente. Lo stile è pensato per essere emotivo e coinvolgente, per trasmettere al lettore ogni sfumatura del viaggio interiore dei personaggi, ogni passo che li avvicina alla guarigione e alla libertà emotiva.
Le relazioni che raccontiamo in questo romanzo sono autentiche, crude, a volte tormentate, ma proprio per questo parlano al cuore, senza filtri. È un viaggio che conduce verso una rinascita personale, una storia che spero possa ispirare i lettori a riflettere su ciò che ci lega e su come possiamo trovare il coraggio di lasciar andare ciò che ci trattiene.
Se stai cercando una lettura che sia intensa, profonda e che ti faccia riflettere sul potere del passato e sulla possibilità di costruire un nuovo presente, questo è il libro che fa per te.