INTERVISTA ALL'AUTORE: "ROBIN GALE"
Ospitiamo oggi per la rubrica Intervista all'autore Robin Gale.
INTERVISTA ALL'AUTORE
Mi chiamo Robin Gale, autore emergente Urban Fantasy con un certo interesse per il folclore, l’esoterismo e le leggende metropolitane. Naturalmente il mio è un nome d’arte ma, si sa, spesso i nomi comuni sono noiosi e poco incisivi!
2) Come è nata la tua passione per la lettura? E quella per la scrittura?
Ho scoperto di avere una certa propensione per la scrittura fin da piccolo, dal momento in cui ho sperimentato per la prima volta il raccontare. A scuola preferivo i temi in classe piuttosto che la matematica. A quei tempi mi approcciai anche alle mie prime letture indipendenti con la collana de “I Piccoli Brividi”, una sorta di alma mater che ha influenzato molto il mio voler raccontare delle storie e, al contempo, il genere che amo tutt’ora leggere. Misteri, inquietudine, emozioni forti, atmosfere travolgenti sono il mio pane, ben condito dall’influenza di personaggi unici e mai banali.
Sono cresciuto poi con altri autori importanti come Conan Doyle o King, tanto per citarne alcuni e, ancora adesso, amo i thriller e i colpi di scena.
3) Quanto tempo dedichi alla scrittura durante il giorno?
Cerco di dedicarci il più tempo possibile. Purtroppo scrivere per me è rimasto un hobby, per questo devo trovare il modo di farlo quando è possibile, nei momenti in cui lavoro e famiglia non mi tengono impegnati. A volte capita di scrivere nel cuore della notte o nelle pause al lavoro, però, quando riesco a farlo, è sempre una soddisfazione.
4) Quando scrivi solitamente preferisci il silenzio assoluto o ascolti della musica?
Ascolto sempre della musica, in particolare la ambience o l’alternative rock.
Certo che sì. Ascoltando musica, ogni opera o personaggio ha numerose “playlist" dedicate che associo alle mie storie o a particolari eventi.
6) Qual è il tuo autore e il tuo libro preferito?
Uno specifico non esiste, ma posso dirvene due che viaggiano su altrettanti generi diversi ed epoche diverse: Stephen King e Sir Conan Doyle. Ognuno per me è un punto di riferimento.
Un giorno spero di avere almeno un centesimo della loro classe!
7) Se potessi cambiare qualcosa della storia ormai pubblicata, lo faresti? Se sì, perché? (Raccontacelo nei limiti dello spoiler)
In verità no, mi ritengo soddisfatto della mia ultima opera. La perfezione assoluta non esiste ed è impossibile da raggiungere, altrimenti diverrei pazzo. Tuttavia è sempre possibile migliorare passo dopo passo. Cambierei invece radicalmente il mio primo romanzo del 2017 che nacque praticamente per caso, in un periodo molto buio della mia vita. Con il senno di poi, lo riscriverei da zero per distoglierlo dall’ibrido “horror-fantasy” in cui l’avevo collocato. Lo renderei un ottimo horror psicologico, invece.
8) Ti sei ispirato a qualcuno per la descrizione fisica/caratteriale del tuo/dei tuoi personaggio/i?
Sono un cinefilo oltre che un autore. Adoro il cinema nel bene o nel male, per cui la maggior parte dei miei personaggi è modellato sulle fattezze di attori e interpreti vari che riescono a colpire la mia attenzione.
9) Che consiglio daresti a chi vorrebbe pubblicare il suo primo libro?
Di provarci sempre e comunque, anche sperimentando con prepotenza. Siate istintivi, prendete ispirazione dalle piccole cose e non soffermatevi sul concetto del “ok, tanto lo fanno tutti”.
È il vostro mondo e lo sarà sempre, per cui cercate di personalizzarlo il più possibile.
10) È il momento dello “Spot Time". Perché i lettori dovrebbero acquistare il tuo romanzo?
Se vi piacciono i colpi di scena, le emozioni forti e i personaggi fuori dagli schemi, L’Occhio della Moira è il romanzo che fa per voi. Atmosfere dark, una città maledetta, forze maligne in agguato e una protagonista più unica che rara, vi aspettano in un connubio di magia, esoterismo e folclore, là dove l’urban fantasy non è mai arrivato.
Dimenticavo… un pizzico di romance è stato aggiunto agli ingredienti insieme a una delicata tematica LGBTQ+.
Inoltre, le recensioni parlano chiaro, suvvia…