INTERVISTA ALL' AUTORE: "PAOLA BELLINI"

Ospitiamo oggi per la nostra rubrica Intervista all'autore Paola Bellini.

INTERVISTA ALL'AUTORE

1) Chi è Paola Bellini? Raccontaci qualcosa su di te.
Sono una persona innamorata della vita, da sempre appassionata di storie.
Sono laureata in beni artistici e dello spettacolo e specializzata in management della comunicazione; dal 2019 mi occupo di editoria, settore che ho iniziato a vivere “dietro le quinte" grazie alla saggistica d’arte. Un’altra mia grande passione è la musica, adoro cantare e suonare il pianoforte.
Con la Blueberry Edizioni ho pubblicato Purché tu sia felice (2022), un chicklit allegro e divertente; con la Blueberry Fantasy Edizioni ho pubblicato La memoria delle lacrime (2023), un new weird.

2) Come è nata la tua passione per la lettura? E quella per la scrittura?
Mi sono sempre nutrita di parole e avere fra le mani un libro era cosa consueta, per me. Se da bambina vivevo il tutto come un meraviglioso gioco, crescendo i libri sono diventati fedeli compagni di vita. La passione per la scrittura, invece, non so con precisione come sia nata, ho questo ricordo di me che raccontavo e scrivevo storie anche da piccola. È avvenuto, forse, per caso il magico incontro fra anima e carta, una promessa suggellata da un punto e a capo, destinata a ripetersi per tutti gli anni a venire. E da lì la consapevolezza che fosse una sorta di chiamata.

3) Quanto tempo dedichi alla scrittura durante il giorno?
Cerco di scrivere quotidianamente, anche solo poche righe senza pretese, perché la scrittura è sì talento ma è anche allenamento. Dipende dal tempo che ho a disposizione e dagli obiettivi; chiaramente se sto lavorando a dei progetti professionali dedico anche molte ore al giorno allo scrivere.

4) Quando scrivi solitamente preferisci il silenzio assoluto o ascolti della musica?
Io adoro scrivere ascoltando musica, perché, per me, le parole sono prima di tutto suono, la stessa creatività è ritmo. È una questione estetica, semantica.
Mi mette in contatto con l’astrazione e mi fa entrare nel flusso, che poi si riversa su carta. La musica mi aiuta a visualizzare immagini, fissare emozioni, costruire situazioni. È una preziosa alleata. Tuttavia, in alcuni casi, reputo fondamentale avere la sola compagnia del silenzio. Diciamo che, col tempo, ho trovato il giusto equilibrio.

5) I tuoi romanzi hanno delle colonne sonore?

Sia Purché tu sia felice sia La memoria delle lacrime hanno una colonna sonora. Nel primo, la canzone portante è Un senso di Vasco Rossi, che giunge improvvisa e provvidenziale in una scena e definisce anche parte del messaggio più ampio che vuole trasmettere il mio chick-lit. Nel secondo, la musica è quasi essa stessa un personaggio, gioca un ruolo centrale e 
allegorico. Le canzoni presenti in esso, infatti, le ho sognate di notte, una in particolare mi era rimasta impressa e l’avevo composta al mattino, appena sveglia. Prima o poi mi piacerebbe farla conoscere.

6) Qual è il tuo autore e il tuo libro preferito?
Amo molto gli autori dell’antichità classica, perché in essi riscontro un’eleganza formale e una profondità tematica senza eguali. Tra i miei
preferiti rientrano senz’altro Plutarco, Seneca, Cicerone. Il mio libro del cuore è, invece, Una ragazza fuori moda di Louisa May Alcott. Non è il più famoso dell’autrice, ma credo che, in assoluto, sia il suo più bello. È una storia delicata, dolce e saggia, scritta con sensibilità artistica e lungimiranza. Parla della bellezza insita nelle cose semplici, di autenticità, di amore e gentilezza.

7) Se potessi cambiare qualcosa della storia ormai pubblicata, lo faresti? Se sì, perché? (Raccontacelo nei limiti dello spoiler)
Sinceramente no, non cambierei nulla dei miei romanzi. Hanno delle imperfezioni, indubbiamente, ma sono quelle a renderli autentici. La tentazione di voler rendere “perfetta" un’opera c’è sempre, ma spesso dimentichiamo che tale pensiero è solo la proiezione di un nostro orgoglio personale. Quando ho scelto di pubblicare, sapevo di proporre libri scritti al massimo delle mie potenzialità. Lo spazio per migliorare c’è sempre e questo credo sia proprio ciò che mi fa dire che non cambierei niente dei miei romanzi: in questo modo, è possibile notare una crescita e una maturazione artistica. Anche perché, alla fine, i lettori non vogliono storie perfette, vogliono storie umane, vive, in cui possano ritrovare valori universali ed emozionarsi.

8) Ti sei ispirato a qualcuno per la descrizione fisica/caratteriale del tuo/dei tuoi personaggio/i?
No, non mi sono ispirata a nessuno. I personaggi arrivano un po’ come delle visioni improvvise e mi parlano di loro. Ascolto la loro storia, prendo nota.
Partendo da quelle suggestioni, costruisco il loro carattere, i tratti somatici, il loro modo di comunicare, sia verbale sia analogico. È sempre un viaggio pieno di meraviglia.

9) Che consiglio daresti a chi vorrebbe pubblicare il suo primo libro?
Il mio lato autorale consiglia di non aver paura; se reputate valida la vostra storia, buttatevi, scrivete alle case editrici che sentite affini a voi e che hanno le selezioni aperte per la valutazione di manoscritti. Fra le CE indipendenti (no eap, ovviamente) ci sono tante realtà interessanti, per esempio. Ma non sottovalutate nemmeno il self-publishing, è perfetto se avete un testo di nicchia (poesie, racconti…) o se invece amate sentirvi autonomi in tutto e per tutto.
E, qualora dovesse giungervi un “no” da qualcuno, non prendetelo come una sconfitta, ma come una possibilità di miglioramento. Umiltà deve diventare il vostro secondo nome. Le porte in faccia sono dei feedback temporanei riferiti al qui e ora, non al per sempre. Una storia scartata oggi, se ci si lavora con impegno, volenterosi di migliorarla, può avere un futuro, eccome. Chiaro che però bisogna anche avere l’obiettività di riconoscere che non tutto ciò che scriviamo può essere destinato alla pubblicazione; soprattutto quando si è emergenti si ha tanto entusiasmo, ma non sempre si è pronti… bisogna accettarlo. L’importante è non arrendersi, provare, sperimentare. Poi le occasioni arrivano, non forzate i tempi. Da editor, invece, suggerisco di non avere fretta di pubblicare. Siate oggettivi, badate alla qualità del vostro scritto, che quella ripaga sempre.
Fate le cose fatte bene, studiate, se avete dubbi affidatevi a dei professionisti, chiedete delle consulenze, noi siamo qui apposta per voi, per darvi una mano a tirare fuori il meglio dalle vostre idee. Fondamentale, a mio avviso, è la progettazione narrativa, richiede tempo e dedizione, ma ne vale la pena, perché facilita sia la stesura sia la successiva revisione.
Non abbiate paura di scrivere, riscrivere, mettere da parte e riprendere l’idea anche dopo anni. Non abbiate paura di essere autentici. Osate, abbiate il coraggio di mettere su carta ciò che avete nel cuore: la creatività e la vostra sensibilità faranno il resto.

10) È il momento dello “Spot Time". Perché i lettori dovrebbero  acquistare il tuo romanzo?
Parto dalla mia ultima pubblicazione, La memoria delle lacrime. Dovrebbero leggerlo perché è un romanzo che ricorda che c’è una speranza, sempre, che c’è qualcosa di bello, anche quando tutto sembra perduto. Mi piace vedere questo romanzo come una lunga metafora, che tratta, in toni poetici e onirici, le tematiche del dolore, della morte, della rinascita interiore. L’ho scritto proprio per donare un conforto a chi sta vivendo un momento difficile, affinché non si senta solo e non si scoraggi. Ma l’ho scritto anche per far riflettere, per ricordare che siamo tutti chiamati a dare ascolto alla nostra luce, alla nostra unicità. Perché acquistarlo? Perché sono una delle poche autrici new weird italiane e perché la Blueberry Fantasy Edizioni offre solo fantasy di alta qualità.
Purché tu sia felice, invece, merita attenzione perché, nella sua semplicità e leggerezza, offre spunti di riflessioni importanti sulla vita, sui talenti, sulla gioia e sull’amicizia. Una lettura spensierata, che vi farà comparire il sorriso sulle labbra senza che ve ne rendiate conto.