BLOGTOUR: "INTERVISTA AI PERSONAGGI" IL TEMPO DELLE VIOLE di Elena Commessatti


Ottava tappa del Blogtour per Il Tempo delle Viole di Elena Commessatti, romanzo pubblicato dalla Newton Compton Editori. 

Ciao Aurora, quale storia antica delle Agane ti ha colpito di più e perché?

Ciao a tutti. Le Agane sono mie amiche, le sento cantare dentro il fiume. Le vedo sin da quando sono piccola. Sono loro che mi hanno insegnato a osservare le montagne che si specchiano nell’acqua. Le Agane del Tagliamento hanno i piedi dritti, quelle delle montagne li hanno storti. Tramandano una storia antica: insegnano a guardare il passato dentro gli occhi.  E io così, dentro lo sguardo dei miei nonni, ho imparato a vedere il loro primo incontro sulla collina il giorno dopo Pasqua di tanto tempo fa. So vedere anche il momento in cui si sono baciati per la prima volta al fienile.

Ciao Aurora, quando ti senti sola, a chi o a cosa ti aggrappi?

Mi aggrappo a mia zia Celestina. Vado da lei e le parlo. Oppure la osservo mentre cucina, di nascosto. E balla da sola, muovendosi dentro il grembiule. A me basta che ci sia, accanto a me. Il suo respiro mi fa stare bene. Mi avvicino e le annuso i capelli, sanno di buono. Lei quando se ne accorge mi caccia via, così per naturale difesa. Per me lei è la “mia” principessa del fiume.

Ciao Bianca, quando guardi le luci elettriche di Udine, cosa sogni per te stessa e per le altre donne?

Io sogno sempre. Vivo in un’altra dimensione. Quando la luce inventata da Arturo Malignani si accende e illumina tutta la città, è talmente brillante e calda che tutti sembriamo ovattati dentro una cornice d’oro. Sogno che un giorno qualcuna di noi inventerà qualcosa di speciale, come Malignani, e “nuoterà contro corrente” per proteggere la sua invenzione, sempre. E sogno che alla fine ce la farà, e la vita di tutte noi donne migliorerà.

Ciao Bianca, quando ti senti imprigionata nella tua città e nel tuo ruolo, dove fuggirebbe il tuo spirito?

Al fianco della principessa Sissi, Elisabetta d’Austria, la moglie di Francesco Giuseppe. Le regalerei il nostro magnifico fiore, la viola di Udine, e lei che è spesso triste mi sorriderebbe. Lo odorerebbe e le verrebbe da starnutire. Allora lei e io rideremmo all’improvviso, sedute sul sofà di raso, sole, solette, nelle stanze del suo palazzo. Poi lei mi racconterebbe delle sue cavalcate in mezzo ai boschi e io le racconterei dei cieli di Udine che sono azzurri e dei tramonti che sono rosa.

Ciao Viola, quali radici senti di cercare e perché sono così importanti per te?

Non ho mai conosciuto mia madre. Mio padre è morto che ero piccola. Cerco dentro di me da sempre le risposte e cerco di capire se mi piacerebbe assomigliare nel carattere a mia madre o a mio padre. Le radici che cerco sono quelle che mi arrivano d’istinto o all’improvviso si materializzano in un gesto. A volte, essere orfana ti dà forza: la forza di inventarti i genitori che vuoi. Quello che so per certo è che dentro di me sento di me di essere un’antica ragazza del fiume, del Tagliamento.

Ciao Viola, se potessi scegliere il tuo destino per un solo giorno, cosa faresti?

Farei il sindaco della mia città e sceglierei quel giorno molti collaboratori donne. E quel giorno metteremmo le basi per una legge per proteggere le donne in filanda. Aurora e le sue colleghe hanno nei vestiti l’odore acro del baco e della lavoro estenuante. Sono piene di tagli e di botte.  Svengono dal male e dalla fatica. Quel giorno poi le vorrei tutte con me nel palazzo del Comune dentro una festa, profumate ed eleganti. Offrirei loro champagne e balli. E loro stesse in quel giorno andrebbero contro le regole: sarebbero loro a scegliere i maschi e a invitarli a ballare.

Qual è il momento in cui avete sentito di essere veramente libere o potenti insieme? (nel limite degli spoiler)

Quando abbiamo deciso di fondare la nostra società segreta, le Viole di Udine. Ecco, stare insieme con l’obiettivo di aiutare chi è come noi, ci ha fatto subito sentire forti. E poi quando abbiamo cominciato a farlo, aiutando una persona della città realmente in difficoltà, ci siamo sentite libere anche noi!

Se la vostra società segreta potesse parlare, quale storia racconterebbe del coraggio femminile?

Che le donne non si fermano mai! Sembrano sopportare in silenzio, e invece… dentro di loro, il cuore sanguina e loro intanto pensano come fare a ribellarsi! Le donne sono coraggiose d’istinto perché non sopportano le ingiustizie, e di questi tempi ce ne sono tante nei nostri confronti!