RECENSIONE: "UNA BUGIA SOTTO L'ALBERO" di Samantha Lombardi - SELF
Con una scrittura fresca e ironica il romanzo di Samantha Lombardi racconta una commedia romantica che affronta dei temi profondi e attualissimi.
Alice Moretti ha trentadue anni, un lavoro stabile come grafica a Perugia e una vita che, almeno sulla carta, dovrebbe essere considerata “a posto". Eppure, ogni Natale si trasforma in un processo pubblico. Le solite domande tornano puntuali: Quando ti sposi? Quando fai un figlio? Non pensi che il tuo orologio biologico stia scadendo? Come se l’amore fosse programmabile, la maternitΓ un passaggio obbligato e la felicitΓ una scadenza da rispettare. Si dimentica che non sempre i figli arrivano subito o che, semplicemente, non sempre si desiderano.
Il Natale, cosΓ¬, perde la sua magia e diventa un vortice di aspettative e giudizi, tanto da far sembrare preferibile la solitudine a una relazione di facciata, una coppia che si sopporta a malapena (non in tutti i casi, certo). Γ in questo clima che nasce un’idea tanto folle quanto geniale: “affittare" un fidanzato per le feste.
La bugia prende forma con Milo Ferri, architetto paesaggista, migliore amico del fratello di Alice e presenza costante — e irritante — della sua vita da sempre. Lui accetta per gioco: una settimana nei panni del fidanzato perfetto, tra alberi di Natale addobbati, tombolate imbarazzanti, biscotti al vin santo e una famiglia fin troppo convinta. Ma piΓΉ la farsa diventa credibile, piΓΉ il confine tra finzione e realtΓ si fa sottile, trasformando la recita in qualcosa di pericolosamente vero.
Il cuore emotivo del romanzo emerge con forza nei dialoghi, capaci di racchiudere in poche battute il disagio silenzioso della protagonista.
«No. Voglio solo… sopravvivere. E fingere abbastanza bene da non sentirmi una fallita davanti a tutti.»«Alice, non sei una fallita.»«Lo so. Ma a volte sembra che lo pensino tutti. Solo perchΓ© non ho un marito, nΓ© un figlio […]»
In queste parole si concentra il nucleo tematico del romanzo: la distanza dolorosa tra ciΓ² che una donna sa di essere e ciΓ² che il mondo pretende che diventi. Alice non dubita del proprio valore, ma di tutto ciΓ² che riduce l’identitΓ femminile a tappe obbligate e scadenze invisibili.
La finzione del fidanzato nasce proprio da qui: non dal desiderio di mentire, ma dal bisogno di tregua. Fingere diventa un atto di difesa, un modo per sopravvivere. E quando i sorrisi diventano sguardi, e i gesti iniziano a sembrare veri, il problema non Γ¨ piΓΉ fingere. Γ smettere.
Il romanzo riesce a bilanciare momenti di leggerezza tra dinamiche familiari davvero realistiche e situazioni comiche e riflessioni autentiche sull’identitΓ e sul coraggio necessario per scegliere tempi e desideri propri.
Una commedia romantica natalizia che gioca con i clichΓ© per smontarli dall’interno, ricordando che la felicitΓ non segue un calendario prestabilito.
Una lettura brillante, empatica e sincera, ideale per chi ama le storie d’amore slow burn, i dialoghi vivaci e quei romanzi che fanno sorridere, ma sanno anche dire senza giudicare: a volte Γ¨ meglio essere soli che vivere una vita scritta da altri.



