RECENSIONE: "GLI SPECCHI DEL SENSO PERDUTO" di Teo Cavallo - DELRAI EDIZIONI

 πŸ’¬ Libri che fanno discutere

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ʙᴇɴᴇᴅΙͺα΄„α΄›α΄€ Κœα΄€ ΚŸα΄‡α΄›α΄›α΄ Η«α΄œα΄‡κœ±α΄›α΄ ʀᴏᴍᴀɴᴒᴏ α΄˜α΄‡Κ€ ɴᴏΙͺ ᴇ α΄„Ιͺ ʀᴀᴄᴄᴏɴᴛᴀ α΄„α΄κœ±α΄€ ʟ’Κœα΄€ α΄„α΄ΚŸα΄˜Ιͺα΄›α΄€ ᴅᴀᴠᴠᴇʀᴏ.

Un libro dalla copertina colorata, con poche pagine. Un libro che potrebbe essere scambiato per un qualcosa di “facile” da leggere in poco tempo.

E pensare questo sarebbe un errore perchΓ© questo romanzo Γ¨ un viaggio nella psiche e nelle paure di quattro persone, a prima vista comuni. Certo, puΓ² anche essere letto in pochi giorni, ma credo sia giusto riconoscergli la profonditΓ  che lo caratterizza e prendersi del tempo per ragionare su quel che si legge.

Ester, Emilio, Chiara e Giulio sono quattro persone che all’improvviso iniziano ad avere delle alterazioni dei propri sensi e si tratta di cambiamenti molto importanti e stranianti. Infatti, come puΓ² continuare a lavorare una professoressa che non riconosce piΓΉ fonemi e parole? O una sommelier che non riconosce piΓΉ i gusti?

E qui arriva il primo punto da approfondire: la paura. Ognuna di queste quattro persone subisce un cambiamento che sradica la normalità e da lì subentrano la paura e la vergogna di sentirsi diverso. Così tanto che si inizia a vedere chi sta vicino a noi in maniera diversa. Si inizia per esempio a riversare sugli altri la nostra stessa paura, a vederli nello stesso modo in cui noi ci vediamo, anche se si tratta solo di una nostra proiezione verso di loro.

E qui entra in gioco il secondo punto da approfondire: gli specchi. Ce ne sono tanti spaesi tra le pagine del libro. E non solo specchi “classici”, ma superfici riflettenti. Ogni personaggio dovrΓ  specchiarsi, riconoscersi e intraprendere un viaggio nel SΓ© piΓΉ profondo, per ritrovarsi, per riacquistare quelle strade smarrite che rappresentano la psiche piΓΉ profonda, i traumi o le rinunce che ci seguono da una vita e che non abbiamo voluto o potuto risolvere. È il sentirsi soli profondamente, proprio mentre le altre persone e la vita cittadina ci scorrono accanto senza nemmeno vederci.

E per riuscire a recuperare i nostri sensi, per riuscire a superare le proprie paure dobbiamo andare in pezzi, come uno specchio, per vederci di nuovo come siamo e riconoscersi in ogni singolo frammento di vetro che ci troveremo davanti. Per questo dobbiamo riconoscere la spinta, interna o esterna, che ci arriva per riprendere in mano la nostra vita e quella che, per noi, Γ¨ la normalitΓ , qualsiasi essa sia.

Il riuscire a terminare il viaggio anche solo con una consapevolezza in piΓΉ, con un trauma curato sarΓ  la nostra vittoria e il ricominciare a vederci come siamo in quello specchio. La ricerca di se stessi non Γ¨ comunque finita, non lo sarΓ  mai, ma ora c’Γ¨ una forza in piΓΉ

Teo Cavallo ha scritto un libro coraggioso e profondo, che spero riesca ad arrivare a quelle persone che lo potranno apprezzare. A tutti coloro che si sentono soli e in mezzo all’indifferenza degli altri.