INTERVISTA ALL'AUTORE: "ANNA PREMOLI"
Incontrare (anche solo virtualmente) Anna Premoli è stato un vero privilegio: la sua simpatia, la passione per la scrittura e la capacità di dare vita a personaggi indimenticabili (come Violante e Amedeo, la coppia di fiscalisti-detective che ci ha conquistati) ci hanno colpito profondamente.
Un sentito grazie a Beatrice di Newton Compton per averci offerto questa magica occasione.
1.Come nasce l’idea di trasformare due fiscalisti in investigatori? Cosa l’ha ispirata?
Mi piacciono molto le sfide, e l’idea di rendere interessanti due professionisti che nell’immaginario di quasi tutti sarebbero “noiosissimi", mi ha molto motivato.
2.Violante è una protagonista complessa, divisa tra razionalità e ferite del passato. Come ha lavorato sul suo personaggio?
L’ho scoperta anch’io pian piano, facendo evolvere il primo romanzo. Quasi subito mi sono resa conto di avere tra le mani una donna che avrebbe avuto bisogno più di un romanzo per svelarsi appieno e mi sono presa il giusto tempo.
3.Il passato del padre di Violante gioca un ruolo chiave nella vicenda. Quanto è importante il tema della memoria e dei segreti familiari nella Sua storia?
Siamo tutti condizionati dalle nostre storie familiari passate, che ce ne rendiamo conto o meno. Credo serva una grande forza caratteriale per passare sopra certe vicende dolorose, che altrimenti rischiano di frenarci nella vita. L’esperienza di Violante è una testimonianza che si può imparare a voltare pagine.
4.Amedeo si rivela una figura centrale per Violante, quasi la sua ancora. Da dove nasce questo personaggio maschile così empatico e solido?
Nella vita reale non ho mai subito particolarmente il fascino dei bad boys, e poi, da scrittrice, ho cercato nel mio piccolo di rendere affascinanti anche gli uomini solidi e affidabili come Amedeo. Perciò diciamo che nasce da una mia preferenza e che cerco di convincere anche le mie lettrici. ;-)
5. Nel romanzo si respira un ritmo più incalzante, con azione, colpi di scena e atmosfere quasi da film. Com’è stato per Lei affrontare questa parte più avventurosa della scrittura?
Indubbiamente una novità, tanto che non ero cerca che fosse nelle mie corde nel momento in cui ho iniziato la stesura, ma per fortuna è filato tutto liscio. Non solo, mi sono sinceramente divertita a calarmi in questo nuovo ritmo.
6. La fiducia, sia sentimentale che professionale, è un tema forte nel romanzo. Quanto Le interessa esplorare questo aspetto nei rapporti umani?
Ritengo da sempre la fiducia fondamentale: in famiglia, nelle amicizie, in amore. E’ un sentimento ultimamente un po’ sottovalutato, ma non esiste niente di più bello e liberante della sensazione di potersi davvero fidare di qualcuno. Violante, che nella sua vita ha imparato a farne a meno, in un certo senso, scopro appieno il grande potere della fiducia.
7.Ha già in mente un possibile seguito per questa coppia di “fiscal- investigatori"? Li rivedremo in azione?
Altamente probabile, perché le loro avventure mi divertono davvero molto.
8.Ci sono personaggi a cui è più legata e perché?
Sono sempre affezionata ai personaggi a cui sto cercando di dare un lieto fine in quel preciso momento. Diciamo che al momento l’ispettore Martini mi intriga parecchio…
9. Durante il processo di scrittura, tende a immergersi completamente nella vita dei suoi personaggi? Le capita di immaginare come si comporterebbero al di fuori della trama, ad esempio che tipo di musica ascolterebbero, quali abitudini avrebbero o come reagirebbero in situazioni quotidiane non raccontate nel romanzo?
Mi immagino sempre a lungo i protagonisti, prima di iniziare a scrivere. Devo conoscerli molto bene, per riuscire a renderli bene sulla carta. Detto questo, alcuni personaggi rimangono molto misteriosi anche per me; fa parte del loro fascino.
10. In cosa Le piacerebbe cimentarsi oltre ai romance?
Sono una lettrice davvero molto onnivora, e ora sto scoprendo di poterlo anche essere da scrittrice. Non ho piani, ma accolgo volentieri tutte le sfide che arriveranno.
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