INTERVISTA ALL'AUTORE: "MILENA VALLERO"
Ospitiamo oggi per la rubrica Intervista all'Autore Milena Vallero che ci racconta qualcosa di sé attraverso la nostra intervista.
1) Chi è Milena Vallero? Raccontaci qualcosa su di te.
Molto volentieri! Mi chiamo Milena, ho 45 anni e abito a Santhià, in provincia di Vercelli. Sono sposata e ho due figli meravigliosi, che hanno solo il brutto difetto di crescere troppo in fretta! Sono una docente di lingua inglese nella scuola secondaria e mi sono laureata in Letteratura Nordamericana con una tesi sui vampiri, incentrata sui romanzi di Stephen King e Anne Rice. Scrivo da una quindicina di anni, soprattutto storie horror e fantasy. Diversi miei racconti sono stati pubblicati su riviste e antologie; l’ultima in ordine di tempo, e quella a cui sono più affezionata per una pletora di motivi diversi, è Villains – il lato oscuro delle fiabe, una raccolta curata da Anna Pullia. Altri racconti sono invece stati raccolti nel libro High Hopes, che ho pubblicato in self nel 2020 a scopo benefico: tutto il ricavato è stato infatti donato all’ASL della mia provincia come contributo per l’emergenza Covid. Recentemente il mio romanzo Stelle d’Inchiostro è stato ripubblicato interamente in digitale grazie alla casa editrice Delos Digital.
2) Come è nata la tua passione per la lettura? E quella per la scrittura?
Difficile dirlo, soprattutto per quanto riguarda la prima domanda. Amo leggere da quando ho memoria; camera mia è sempre stata invasa dai libri, invasione tenuta a freno solo diversi anni dopo grazie all’avvento degli e-book, che mi hanno permesso di evitarmi l’incombenza di affittare un magazzino in cui tenere tutti i volumi! La passione per la scrittura è sbocciata decisamente più tardi, quando ero già adulta. Il seme, però, era già lì; a scuola avevo sempre buoni voti nei temi di italiano e da ragazzina mi è capitato di scrivere qualche raccontino, rimasto però rigorosamente chiuso a chiave nel mio cassetto.
3) Quanto tempo dedichi alla scrittura durante il giorno?
Domanda imbarazzante. Purtroppo con gli impegni di lavoro e famiglia riesco raramente a essere costante. Vorrei poter rispondere come il mio mentore virtuale, Stephen King; ma le mie pause dalla scrittura sono ben più consistenti dei suoi “Natale e compleanno”. Il mio problema, a cui comunque sto lavorando, è che non riesco a concentrarmi se so di avere solo pochi minuti a disposizione. Però quando riesco a ritagliarmi un tempo sufficiente, è sempre un piacere. Il tempo vola e mi sento sempre meglio, fisicamente e psicologicamente. Una sessione di scrittura è l’equivalente di un paio d’ore in una spa.
4)Quando scrivi solitamente preferisci il silenzio assoluto o ascolti della musica?
Musica, senza dubbio. Soprattutto musica classica, ma non solo. A volte prediligo generi più “tranquilli" e meditativi, specialmente quando sono nella fase di costruzione della trama; altre volte invece mi serve una scarica di energia, e allora mi butto sul rock o comunque su generi più ritmati. L’importante è che la musica sia lì. Mi aiuta a entrare nel cosiddetto “flusso" e a concentrarmi meglio su ciò che succede ai miei personaggi.
5) I tuoi romanzi hanno delle colonne sonore?
Domanda interessante. So che alcuni autori creano delle playlist apposite per i loro lavori; tra una cosa e l’altra, anche se l’idea mi stuzzicava non poco, alla fine non l’ho mai fatto. Ma questa potrebbe essere la volta buona. Diciamo che, a parte Stelle d’Inchiostro, la maggior parte dei miei lavori è di genere horror, o comunque relativo al paranormale: mostri, vampiri, assassini, fantasmi e compagnia bella. Quindi credo che un buon novanta per cento di essi avrebbe una colonna sonora decisamente rock.
6) Qual è il tuo autore e il tuo libro preferito?
Senza alcun dubbio lui, Stephen King. Lo amo dal primo incontro, ancora ai tempi delle medie, e ho collezionato tutti i suoi lavori. Se devo scegliere un singolo libro, beh, qui ammetto che sono un po’ indecisa. Un posto speciale nel mio cuore è occupato da It; è stato il libro che mi ha fatto conoscere e amare King e ho con esso un rapporto di affetto quasi nostalgico. Ma adoro anche la saga della Torre Nera, che reputo un capolavoro assoluto (soprattutto i volumi centrali). E poi il Talismano. E L’Ombra dello Scorpione. E… Insomma, è molto difficile scegliere! In ogni caso, pur essendo King il mio idolo assoluto, non è il solo. Sono tantissimi i libri che mi sono rimasti nel cuore, sia classici che moderni, e temo potrei metterci mezzo secolo per elencarli tutti!
7) Se potessi cambiare qualcosa della storia ormai pubblicata, lo faresti? Se sì, perché? (Raccontacelo nei limiti dello spoiler)
Non mi ero mai posta questa domanda. Il romanzo è passato attraverso così tante revisioni, che ho sempre dato per scontato di aver detto esattamente tutto ciò che volevo, e che avessi finalmente raggiunto il risultato desiderato. Ma ora che mi ci fate pensare, beh, forse una cosa la cambierei. O meglio, la aggiungerei. Mi sono trattenuta forse un po’ troppo sul versante “paura". Da amante dell’horror quale sono, mi piace sempre qualche brivido improvviso. Ma mentre scrivevo Stelle d’Inchiostro, ero talmente concentrata su altre tematiche e sulla creazione di un fantasy, che non mi è neppure venuto in mente di aggiungere qualche dettaglio un po’ più creepy. Recentemente, insieme ad alcune amiche e colleghe, ho organizzato una serie di letture per bambini in biblioteca; la giornata delle “storie di paura" ha avuto un successo inaspettato e mi ha fatto riflettere sul fatto che forse, quando scriviamo per i ragazzi, tendiamo a non eccedere troppo, quasi dovessimo proteggerli dagli spaventi. In realtà, loro sono molto più svegli e meno fragili di quanto pensiamo. Comunque, ho già ovviato a questa mancanza in un lavoro successivo, su cui per ora manterrò un po’ di suspense 😉
8)Ti sei ispirato a qualcuno per la descrizione fisica/caratteriale del tuo/dei tuoi personaggio/i?
Assolutamente sì. La protagonista è modellata su di me, soprattutto sulle mie paure e i miei dubbi di quando ero adolescente. E anche altri personaggi sono basati su persone che conosco nella vita reale. Tendo a ispirarmi sempre a persone a me note, che siano conoscenti o anche celebrità; mi aiuta a dare al mio lavoro un livello più alto di verosimiglianza e a rendere i personaggi più "veri".
9)Che consiglio daresti a chi vorrebbe pubblicare il suo primo libro?
Di crederci davvero. Di non farlo tanto per fare, solo per i quindici minuti di fama presagiti da Andy Warhol. Prima di tutto, perché scrivere un libro non è come scrivere la lista della spesa. Ci siamo noi, dentro ciascuna pagina. Scrivere è mettersi in piazza; è un po’ come postare una foto su Instagram, così che tutti la vedano; solo che non ci sono filtri. Crediamo ci siano, pensiamo che se imitiamo lo stile di qualcun altro potremo passarla liscia. Ma non è così. E poi, perché è un lavoro, vero e proprio – anche se non vi renderà ricchi, a meno di essere molto bravi o molto fortunati. L’immagine dell’artista in un bar, con un taccuino e un caffè davanti, che scrive il capolavoro della vita è di certo romantica, ma per nulla reale. Bisogna studiare, allenarsi, leggere, frequentare laboratori, e poi di nuovo studiare e ancora allenarsi e leggere, leggere all’infinito. Non si può improvvisare. Ma se ci credete, se ci credete davvero, allora tutta quella fatica verrà ripagata.
10) È il momento dello “Spot Time". Perché i lettori dovrebbero acquistare il tuo romanzo?
Sono sempre pessima nell’autopromozione. C’è chi riesce a vendere gelati al Polo Nord, ma quella non sono io. Però vi posso dire questo. Se seguite questo blog, se avete letto questa intervista, allora amate la lettura. E in quel caso, credo amerete anche il mio libro. Perché l’ho scritto pensando a quanto l’immaginazione umana sia potente, a quanta magia ci sia in quella sorta di telepatia che si forma tra lo scrittore e i suoi lettori. L’ho scritto pensando a un pubblico giovane, ma in realtà l’etichetta di romanzo per ragazzi è limitante. Se siete bambini, o adolescenti, credo potrete immedesimarvi nei protagonisti; e se invece, come me, siete giovani solamente dentro, beh, credo che potrete tornare un po’ indietro nel tempo, e ricordare la magia di quando leggevate da ragazzi. Perché ho sempre amato leggere e lo amo tutt’ora, ma le emozioni che provavo da ragazzina, quando avevo quei libri tra le mani… beh, così forti riuscivo a provarle solo allora. E voi?


