RECENSIONE: "LA FATA DEI FIORI" di Rossana Murdaca

Lyra ci racconta le sue impressioni sul romanzo di Rossana Murdaca La fata dei fiori edito Blueberry Edizioni.


TRAMA
Rosalynne Clark ha ventotto anni e lavora nell'agenzia pubblicitaria dei genitori a New York. Da qualche mese però, a causa della turbolenta condizione economica dell'attività di famiglia, la sua vita ha assunto una piega inaspettata e ha dovuto prendere in mano la situazione fingendosi la fidanzata di Leo Holand, figlio di uno degli uomini più illustri nell'industria dei profumi. Jacob Miller ha trent'anni e lavora come naso in un'azienda di profumi nella city, ma ha una fortissima passione per la scrittura di libri per bambini. Uomo di bell’aspetto, curato e con un animo gentile, è dedito alla famiglia e alla lettura. Le loro vite si intrecceranno in maniera inaspettata a Solvang, cittadina nativa di Rosalynne, dove si rifugia per riflettere, e meta per Jacob che, su richiesta del nonno malato, vi si reca per ritrovare un oggetto speciale. La semplicità e le emozioni che proveranno li uniranno fin dal primo momento e faranno sbocciare in loro una speciale armonia. Ma riusciranno a risolvere tutte le questioni del passato, a vivere un nuovo amore e scoprire la magia di quel luogo incantato nativo della “Fata dei Fiori”?



RECENSIONE A CURA DI

Leggendo questo libro mi è sembrato di vedere uno di quei film romantici che danno spesso su La5 in prima serata: molto dolce, con personaggi da classico romanzo rosa e con uno sviluppo molto lineare, semplice, ma non sgradevole. È la classica storia della ragazza di New York che torna al paesetto d’origine immerso nei campi per trovare sé stessa… e così facendo incontra l’amore.

Ho apprezzato moltissimo i personaggi collaterali, soprattutto le cugine di Rosalynne e Nick: mi sono sembrati originali e ben caratterizzati, forse più ancora dei protagonisti. 

L’ambientazione secondo me è il vero punto di forza del romanzo: Solvang è semplice, bucolica, riporta chi legge a ricordi di posti d’infanzia che non sono stati travolti dalla modernità e che sono ancora una confort-zone per i momenti difficili della vita.

La cosa che mi ha fatto fare più fatica è un po’ lo stile. I capitoli sono narrati a voci alterne da Rosalynne e da Jacob, ma la differenza di voce narrante non si percepisce dallo stile, sono scritti con lo stesso linguaggio e stile di pensiero nonostante siano raccontati in prima persona, e a mio parere avrebbero dovuto essere più differenti. Inoltre ci sono alcune cose che non mi hanno convinta molto proprio nella scelta delle parole, per esempio tavoli “prolissi", case “minuziose", uccelli che “squittiscono" e cose simili.

Ho trovato comunque gradevole la storia e il messaggio di fondo mi è piaciuto molto: non ho letto molti romanzi rosa recentemente che esaltino i valori della sincerità, della lealtà e della famiglia… qui di famiglia si parla, e tanto, e sempre in modo importante.

Credo sia un buon libro, che può sicuramente piacere a chi ama i romanzi rosa e cerca qualcosa che sia romantico ma non superficiale!

VOTO