RECENSIONE: "BREVE STORIA DEL MEDIOEVO" di Roberto Roveda e Michele Pellegrini


Dante Wolf ha letto per noi il saggio pubblicato dalla Newton Compton Editori Breve Storia del Medioevo di Roberto Roveda e Michele Pellegrini.

TRAMA

Nessuno degli uomini o delle donne vissuti tra i secoli V e XV ebbe mai la consapevolezza di vivere nel Medioevo. L'idea di “età di mezzo” nacque per identificare un periodo di sospensione e di separazione tra il mondo classico e il mondo rinascimentale. Sin dall'origine della definizione, il Medioevo acquisì dunque una sua fisionomia non tanto grazie ai caratteri che lo contraddistinguevano, quanto in base a quelli che gli mancavano. Una connotazione che assai rapidamente si sviluppò in senso negativo. Secondo gli Umanisti, al Medioevo mancava la base culturale del mondo antico; i seguaci della Riforma di Lutero lo criticarono duramente per l'egemonia opprimente della Chiesa cattolica e, infine, gli Illuministi lo connotarono come epoca dominata da oscure superstizioni e credenze. Quasi come reazione a queste posizioni, nei secoli seguenti si sviluppò invece il mito di un Medioevo ricco di fascino e mistero, culla di molte delle istituzioni per come le conosciamo oggi. Questo libro è un viaggio alla scoperta di un'epoca fondamentale e complessa, che ha contribuito a delineare la fisionomia culturale e politica d'Europa. Oltre i luoghi comuni e l'immaginario collettivo, cosa fu davvero il Medioevo? Tra i temi trattati nel libro: L'invenzione del Medioevo; Tra età antica e alto Medioevo; Le migrazioni dei popoli germanici; L'Europa di Carlo Magno Universalismi e particolarismi: chiesa, impero e comuni; Lo spazio geografico; Il paesaggio e gli uomini; La mentalità e la cultura Monaci, frati, santi ed eretici; Donne, uomini e bambini. La vita in famiglia e lo studio Monarchie feudali, regni e signorie; La crisi del Trecento.




RECENSIONE A CURA DI

Breve Storia del Medioevo (Un viaggio appassionante alla scoperta alla scoperta dell’epoca di mezzo) è un saggio breve edito da Newton Compton Editori nel Giugno 2022. Gli autori sono Roberto Roveda, cultore della materia presso l’Università di Bergamo e consulente e autore presso importanti case editrici in ambito scolastico (da segnalare che collabora anche con riviste importanti come Focus Storia) e Michele Pellegrini, laureato in storia all’Università di Milano e ricercatore in Storia del Cristianesimo e delle Chiese cristiane e attualmente insegna storia e italiano presso un centro di formazione professionale.

Un primo termine di Medioevo era stato utilizzato dagli autori umanisti a partire dal XV secolo per indicare un’epoca di vuoto culturale, in cui la chiesa la faceva da padrona nella vita quotidiana, termine utilizzato e perfezionato poi anche dagli illuministi nel XVIII secolo. Ma il termine è stato poi rivalutato dai romanticisti agli albori del XIX secolo soprattutto per quanto riguarda la nascita delle nazioni europee. Gli argomenti trattati sono i più svariati: le vicende storiche dall’inizio (ce coincide con la caduta dell’impero romano nel 476 d.c.) alla fine (che molti fanno coincidere al 1453, anno della caduta di Costantinopoli, al 1492, anno della scoperta dell’America); La cultura e l’immaginario collettivo; la società; Il cristianesimo e la chiesa. Ma la domanda principale rimane: Che cos’è e quali sono state le conseguenze?

Il saggio si presenta in modo molto semplice e sintetica, come se ogni argomento sia stato scritto in forma di articolo per una rivista o un blog, in modo tale da essere compreso anche da chi magari poco mastica la materia, ma che ha fame di conoscenza e si informa tutti i giorni. Alcuni argomenti possono sembrare poco dettagliati e poco approfonditi agli occhi dei più esperti, ma c’è anche da dire che il saggio si sofferma più sulla società e l’immaginario culturale, dato che anche gli eventi storici sono presi singolarmente in base all’argomento trattato e non seguono un ordine cronologico stabilito. Il saggio è consigliabile specialmente a quei ragazzi, liceali o ai primi anni dell’università, che hanno quella curiosità e fame di conoscenza che li porta ad aggiornarsi ogni giorno, e che magari si stanno avvicinando anche alla saggistica, ma per la sua semplicità anche a chi magari non è molto appassionato alla storia come materia e non ha mai preso un libro di storia in vita sua.

VOTO