RECENSIONE: "ASSALTO ALL'IMPERO" di Alessandro Leopizzi


Dante Wolf ci racconta le sue impressioni sull'ultimo romanzo storico che ha letto per il blog prima della pausa estiva.
Si tratta del libro di Alessandro Leopizzi Assalto all'Impero edito Newton Compton Editori.



Un esercito invasore. Un popolo in fuga. Un impero sull’orlo del baratro. La grande battaglia per il destino di Roma è cominciata Anno del Signore 376. Mentre l’impero romano è piagato dalla corruzione e dalle tensioni sociali, una nuova, spaventosa minaccia si profila all’orizzonte: i Goti, bellicosa popolazione barbarica, si stanno ammassando lungo il Danubio, intenzionati a invadere l’impero. I Romani non lo sanno ancora, ma si tratta dell’invasione che, nel giro di un secolo, porrà fine al lunghissimo dominio dell’Urbe. Alessandro Leopizzi racconta questo fondamentale momento storico attraverso gli occhi di due coppie di protagonisti. Da una parte il tribuno Balbo e la recluta Lucio, che si trovano a fronteggiare l’invasione mentre il tessuto imperiale si sgretola attorno a loro; dall’altra, la giovane Vanadis, che da profuga si trasforma in potente signora della guerra, e il re Fritigerno, impegnato a tenere unite le caotiche fila del suo popolo. Le storie dei quattro si intrecceranno in un percorso che si snoda in mezzo al sangue e alla guerra.


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Assalto all’impero è un romanzo storico edito dalla Newton Compton Editori nel Maggio 2022. L’autore è Alessandro Leopizzi, laureato in Giurisprudenza e per 25 anni ha fatto parte del Pianeta Giustizia. Nella vita si occupa di Risorse Umane e Amministrazione. Questo è il suo primo romanzo.

“Un esercito invasore, un popolo in fuga, un impero sull’orlo del baratro”. Tre frasi che rispecchiano un po' la trama dell’opera. L’impero romano è ormai diviso e dominato dalla corruzione. I barbari premono ai confini. I Goti sono entrati nell’impero sui confini del Danubio, intenzionati ad invadere l’impero e che nessuno immagina che proprio loro porteranno alla sua fine. L’avanzare dei Goti è dovuta anche all’avanzare degli Unni, cavalieri barbari giunti dalle lontane steppe dell’est e pronti a muovere guerra ai romani. La vicenda è narrata attraverso gli occhi dei romani Balbo e la recluta Lucio pronti a fronteggiare l’invasione, Fritigerno re dei Goti che cerca di portare pace tra le due fazioni, e Vanadis che da esula diventa alleata degli Unni, “la regina dell’inferno”, una vera e propria signora della guerra. 

Il prologo di quella che sarà la grande battaglia contro gli Unni di Attila di qulche anno dopo e l’ultima vittoria dell’impero romano prima della caduta della parte occidentale. 
La vicenda si svolge prevalentemente nella parte orientale dove vive nel lusso più sfrenato la capitale Costantinopoli, incurante del pericolo che sta correndo la città di Adrianopoli nei pressi del Danubio, dove le “Scimmie bionde”, cosi chiamati scherzosamente i Goti, si sono rifugiati. I romani ciò che non capiscono è che la loro non è un invasione ma una fuga, perché a loro volta i Goti sono stati scacciati e occupati dagli Unni, i barbari tra i barbari. A tutto ciò si aggiunge la sconfitta della fede di Mitra, l’ultimo baluardo pagano dell’impero e l’avanzare della nuova religione cristiana, che ormai ha convertito anche i Goti, ma con una dottrina diversa. Il tutto in contrasto anche con la religione norrena, di cui Vanadis se ne fa ultima portatrice, annunciando la nuova invasione come il Ragnarock (l’apocalisse norrena). 

Una nota da considerare è che la vicenda di Vanadis ricorda molto quella di Daenerys targaryen ne “Il Trono di Spade”. Come tutti i romanzi storici è piacevole ma la lettura un po' ardua.

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