RECENSIONE: "ISOLATO" di Marco Arcangeli
Isolato è un mulo testardo. Come tutti i muli, del resto. Orfano dalla nascita, la solitudine è l'unica figura che l'accompagna fino a quando non conosce il padrone, un uomo dal "buffo cappello in testa da cui spiccava una piuma marrone bella dritta". Assieme, affiorano in lui tutti quei sentimenti negati dal fato e, in breve tempo, diventa l'unica vera persona su cui poter contare. Scoprendo il calore della fiducia, però, si rende conto anche di quanto sia facile perderla. E in quel momento, di nuovo solo, decide di reagire. Durante il suo percorso, tra alti e bassi, si imbatte in un ragazzino, a prima vista molto diverso dal padrone. Ma sarà poi davvero così? Un racconto personale di un mulo, della sua solitudine e della sua battaglia; tra sofferenze, ricordi e piccoli momenti di felicità, questo cammino tra le montagne alpine in tempo di guerra lo porterà a farsi delle domande e a capire che l'aiuto è qualcosa di spontaneo, perché, con la persona giusta al nostro fianco, l'esserci non dev'essere neanche chiesto. Qualunque sia il cammino, nessuno potrà mai farcela da solo.
Scommetto che tutti noi abbiamo pensato almeno una volta “chissà cosa passa nella testa di questo animale”, che sia il gatto, il cane o magari il cavallo.
In questo romanzo, l’autore è entrato nella testa di un
animale “molto sottovalutato”, ma in realtà molto importante per la nostra
storia: il Mulo.
Come tutti ben saprete, i muli sono stati parte integrante
delle truppe Alpine durante la Seconda guerra mondiale e capita spesso di
vedere documentari in tv che parlano di essi, tempo fa ho visto il servizio
dedicato ad “Iroso”, l’ultimo mulo degli Alpini.
Non è così comune invece, leggere un libro i cui pensieri
sono quelli del mulo appunto.
Trovo questa idea dell’autore molto originale e vi consiglio
la lettura del libro, non solo perché narra uno spaccato di vita vissuta dai
nostri nonni/genitori, ma proprio perché l’autore è riuscito ad immedesimarsi
nel mulo e trasmette gli stati d’animo del mulo stesso.
La storia di Isolato inizia nel recinto in cui è sempre
stato, orfano dei genitori e sempre in disparte rispetto agli altri, fino a che
non viene scelto dal nuovo padrone, un uomo amorevole nei suoi confronti e con
cui riesce ad instaurare un rapporto di fiducia.
Non è facile guadagnare la fiducia di un animale e quando la
si ha è una gran fortuna, anche se spesso gli uomini non se ne rendono conto.
La fiducia di Isolato verso gli uomini vien meno durante lo
svolgersi delle vicende narrate ma non a causa di Isolato, ma a causa degli
uomini stessi, uomini che non sanno stare in pace tra loro e tendono a
prendersela con chi credono meno forte, come ad esempio gli animali.
Di questo romanzo apprezzo particolarmente il tratto che
l’autore ha dato del mulo, un animale testardo, ma allo stesso tempo
“volenteroso”, abituato a fare il suo dovere e che fa di tutto per farlo al
meglio.
Mi sono particolarmente piaciuti i
nomi che Isolato dava alle persone e agli oggetti che vedeva, “Il padrone con
il cappello a punta”, “gli uomini grigi”, “l’uccello di ferro”…non ve li elenco
tutti, ma sappiate che ce ne sono alcuni veramente singolari e che al principio
non avevo capito neanche io.
Mi complimento per l’autore per questo lavoro e spero di trovare
presto in vendita la versione cartacea, così da farlo leggere a mio padre, che
da sempre lavora con i muli.
A CURA DI
VOTO







