RECENSIONE: "ANCORA DUE" di Delia Deliu




Eccoci qui Wolves Readers con una nuova recensione.
Annaluna ha letto per noi il romanzo di Delia Deliu "Ancora due" edito Pav Edizioni.
 
E se un giorno ti accorgessi che tutto ciò che possiedi vale meno di una manciata di polvere nel vento? È questo l'inquietante interrogativo con il quale deve fare i conti Max Castellani, un chirurgo affermato, libero da vincoli sentimentali e appassionato di pittura che decide di mollare tutto e trascorrere il suo tempo facendo quello che ha sempre sognato al di fuori della professione: dipingere. Si rifugia in Alto Adige con tela, pennelli e un pensiero persistente che lo tormenta. Nell'incantevole Val Senales, sotto la Cima dell'Ortles, Max incontra una donna particolare, diversa a causa di un'anomalia genetica, l'albinismo totale, che le dona un aspetto quasi fiabesco. La diafana Greta e il suo inseparabile cane bernese sapranno portargli speranza, seppur l'ingovernabile forza che li attrae sarà contrastata da paure passate, richiedendo a entrambi il coraggio di superare le prove del presente. Una storia dove protagonista è l'amore, con tutte le sue sfumature. Un inno all'amicizia e alle emozioni che tutti vogliamo e possiamo vivere. Cosa sarebbe la vita senza tutto ciò? Semplicemente non sarebbe vita.

“Non sono le distanze che separano le persone, ma le persone stesse”
“Che ironia! La prima volta che l’ho vista pensavo fosse pazza da legare, però adesso mi attira la sua follia, mi spaventa la dolcezza che è pronta a regalarmi. Mai una donna mi ha toccato le labbra in quel modo”



La Storia si svolge nell’incantevole cornice di Val Senales in Alto Adice. Le descrizioni dettagliate dei paesaggi e della natura vi faranno venir voglia di visitare il Trentino e per me che ci sono già stata, mi hanno evocato ricordi di posti meravigliosi. La Baita e il Rifugio sono i luoghi simbolo in cui avvengono le scene principali. E’ lì che arriva il Dottor Max in cerca di pace e solitudine per affrontare i suoi demoni; è lì che arrivano i ricercatori a smuovere la tranquillità di montagna; E’ li che arriva Anita, la migliore amica di Max; ed è sempre lì che risiedono Mario, il proprietario e Greta, sua figlia che con il suo bernese entrerà fin da subito nel cuore del dottore. Il cane di Greta è a tutti gli effetti un personaggio del romanzo con una sua anima, pronto a risollevare le sorti delle vicende narrate. 

Il racconto scorre fluido, complice uno stile elegante e raffinato. Arriverete alla fine in men che non si dica. Molto bella anche l’impaginazione romantica. 

La scrittura in terza persona contribuisce a rendere la storia fiabesca, come se appartenesse ad un mondo lontano dalla realtà. Di fiabesco c’è anche Greta, la fata della foresta o ninfa del lago dai tratti molto particolari a causa della sua anomalia genetica. Questi tratti sono resi ancor più forti dal carattere folle e deciso. 
Sono riuscita a vederla più umana solo verso la fine del libro in quanto l’evoluzione degli eventi farà emergere i suoi veri sentimenti ed emozioni. 

Il finale è tutto da scoprire, nulla di prevedibile o scontato ma tanto struggente quanto perfetto. 
E’ un romanzo d’altri tempi  che ci ricorda i veri valori della vita.  
Se volete passare delle ore  leggere ad emozionarvi tra natura, buon cibo, sentimenti, gelosie, affetti,  amicizie, passioni e intrighi amorosi non perdetevi questo bel libro!