RECENSIONE: "THE CHAIN" di Adrian McKinty



La nostra Dott.ssa Biotech ha letto il romanzo di Adrian McKinty "The Chain".
Quale saranno state le sue impressioni?




"Mi chiamo Rachel Klein e fino a pochi minuti fa ero una madre qualunque, una donna qualunque. Ma adesso sono una vittima. Una criminale. Una rapitrice. È bastato un attimo: una telefonata, un numero occultato, poche parole. Abbiamo rapito tua figlia Kylie. Segui le istruzioni. E non spezzare la Catena, oppure tua figlia morirà. La voce di questa donna che non conosco mi dice che Kylie è sulla sua macchina, legata e imbavagliata, e per riaverla non sarà sufficiente pagare un riscatto. Non è così che funziona la Catena. Devo anche trovare un altro bambino da rapire. Come ha fatto lei, la donna con cui sto parlando: una madre disperata, come me. Ha rapito Kylie per salvare suo figlio. E se io non obbedisco agli ordini, suo figlio morirà. Ho solo ventiquattro ore di tempo per fare l'impensabile. Per fare a qualcun altro ciò che è stato fatto a me: togliermi il bene più prezioso, farmi precipitare in un abisso di angoscia, un labirinto di terrore da cui uscirò soltanto compiendo qualcosa di efferato. Io non sono così, non ho mai fatto niente di male nella mia vita. Ma non ho scelta. Se voglio salvare Kylie, devo perdere me stessa...".
Rachel è una donna separata che vive da sola con sua figlia Kylie, il suo mondo, il suo tutto. Per questo, quando riceve una telefonata anonima da una donna che le dice di aver rapito sua figlia alla fermata dell’autobus, il mondo le crolla addosso. La donna le comunica che ora è entrata anche lei a far parte della Catena, una sorta di “setta” dalla quale non ci si può ritirare, in cui il solo modo per sopravvivere è seguire alla perfezione le regole del gioco, e che deve fare esattamente tutto ciò che le ordinerà, altrimenti dovrà uccidere sua figlia. La donna, infatti, ha “dovuto” rapire Kylie per salvare il proprio figlio, anche lui rapito. E ora Rachel dovrà fare lo stesso con un altro bambino per fare in modo che il figlio della donna che l’ha chiamata venga liberato, e per salvare anche sua figlia. Ma c’è di peggio: Rachel non potrà chiamare la polizia né parlare con nessuno di questa storia, o sua figlia morirà. Rachel è sbigottita e terrorizzata al tempo stesso, è sempre stata una brava persona, non ha mai fatto del male a nessuno, ma che sarebbe capace di qualsiasi cosa pur di salvare la sua unica ragione di vita: sua figlia.

“The Chain” è un thriller psicologico disegnato su quella che tutti conosciamo come “catena di Sant’Antonio”, solo che qui l’oggetto della catena è la vita di bambini innocenti. Qui il concetto di “catena” è molto più complesso rispetto al semplice passaparola: all’inizio sembra che sia un normalissimo gioco perverso, ma tutti i tasselli ritornano al loro posto alla fine del libro quando finalmente verrà svelato tutto.

La storia è strutturata molto bene, l’adrenalina parte praticamente con l’inizio della lettura. Il libro è diviso in due parti: nella prima seguiamo le vicende di Rachel, che fa di tutto per riavere sua figlia, nella seconda si arriva al fulcro della storia, quello da cui tutto è iniziato, con capitoli alternati tra passato e presente, con rivelazioni scottanti e numerosi colpi di scena.
L’attenzione è costantemente tenuta viva dal ritmo incalzante della storia, mai prolissa ma scorrevole. La pressione psicologica è tanta, Rachel infatti si trova a dover combattere anche altre battaglie personali e dovrà trovare un modo per incastrare tutto per non perderne nemmeno una.
Un libro bellissimo, un thriller degno di nota, con un’idea originale e sviluppata bene. Se siete amanti del genere non potete non leggerlo.

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