INTERVISTA ALL'AUTORE #34: "GIUSEPPE RAUDINO"



Rieccoci, Amici del Blog, con la rubrica "Intervista all'Autore".
Ospite di oggi è Giuseppe Raudino che ci racconta un po' di sé attraverso le nostre domande.


Chi è Giuseppe Raudino? Raccontaci qualcosa su di te
Sono siciliano ma vivo in Olanda, dove insegno all’Università di Scienze Applicate di Groninga. Sono sposato e ho cinque figli.
Come è nata la tua passione per la lettura? E quella per la scrittura?
Da piccolo amavo i fumetti. La mia passione per la lettura comincia con quelli. Sono stato fortunato perché i libri non mi sono mai stati imposti come un’alternativa ai fumetti. La grande carica visiva era uno stimolo per la mia fantasia. I libri sono venuti più tardi, con il liceo, e poi l’interesse per i romanzi è cresciuto esponenzialmente durante gli anni dell’università. La scrittura ha seguito più o meno lo stesso corso: da adolescente scrivevo delle parodie di testi famosi in chiave personale, inserendo i miei amici con le loro caratteristiche e tanti fatti di cui erano stati protagonisti nella vita reale, per poi leggerli e scherzarci sopra tutti insieme durante le nostre riunioni. In quel periodo cominciavo ad accostarmi anche alla poesia. Verso i diciotto anni ho iniziato a collaborare con giornali locali, per cui la scrittura giornalistica si è intrecciata con quella letteraria fin da sempre. Il comune di Siracusa pubblicò nel lontano 1998 una raccolta di prose in edizione non venale. Avevo appena vent’anni.
Non ho mai smesso di scrivere e attualmente ho al mio attivo numerosi articoli da freelance, alcuni dei quali disponibili solo in inglese, e una dozzina di articoli di taglio più accademico. In più sono usciti nel 2019 due romanzi: Mistero nel Mediterraneo (Genesis) e Stelle di un cielo diviso (Alessandro Polidoro Editore).
Quanto tempo dedichi alla scrittura durante il giorno?
Dipende dalle circostanze. La mia scrittura ha un andamento molto irregolare. Alcuni giorni non scrivo, altri giorni sono in grado di trascorrere al computer otto ore senza accorgermene. Spesso si tratta di un’attività spezzettata e frammentaria, ma questo non è un problema: se la storia e la struttura mi sono ben chiare in mente, posso scrivere a singhiozzi senza perdere il filo.
Quando scrivi solitamente preferisci il silenzio assoluto o ascolti della musica?
Niente musica durante la scrittura. Va bene ascoltare una canzone prima di cominciare a scrivere, per entrare nel mood, ma le parole del testo finirebbero per distrarmi. Rumore di sottofondo, invece, tantissimo. Sono immune al rumore, non perdo la concentrazione, nemmeno se accanto a me ci sono i miei figli più piccoli che urlano e litigano. In dieci anni di paternità ho sviluppato questa competenza: strilli, televisore e melodie di sottofondo dei videogame non mi scalfiscono. È ovvio, però, che preferisco ritirami nel mio studio in mansarda tutte le volte che ne ho l’opportunità, ma riesco a scrivere anche in soggiorno (se ho il compito di badare ai piccoli) o sull’autobus per andare a lavoro.
I tuoi romanzi hanno delle colonne sonore?
Spesso sì. Cito canzoni che i personaggi ascoltano, o mi diverto a nascondere le citazioni dietro la descrizione di una scena.
Qual è il tuo autore e il tuo libro preferito?
Non so scegliere tra Milan Kundera (L’insostenibile leggerezza dell’essere) e Umberto Eco (Il pendolo di Foucault).
Se potessi cambiare qualcosa della storia ormai pubblicata, lo faresti? Se sì, perché? (Raccontacelo nei limiti dello spoiler)
Non cambierei nulla nel mio ultimo romanzo, Stelle di un cielo diviso, del quale sono molto soddisfatto. Per Mistero nel Mediterraneo, invece, avrei scelto un titolo diverso, come La prima sera d’estate, ma non è stato possibile per motivi di linea editoriale.
Ti sei ispirato a qualcuno per la descrizione fisica/caratteriale del tuo/dei tuoi personaggio/i?
Difficile, per uno scrittore, non essere influenzato dalle proprie esperienze nella descrizione fisica di un personaggio. Spesso si tratta di un collage, anche se non è sempre così: il naso di Tizio, il tic nervoso di Caio, lo sguardo di Sempronio… per il resto, ho provato a descrivere solo le caratteristiche strettamente necessarie dei personaggi e lasciare ai lettori la libertà di immaginarseli come volevano. Il carattere, invece, è il frutto di una scelta fatta a tavolino, perché il carattere deve essere strumentale alla storia che voglio raccontare.
Che consiglio daresti a chi vorrebbe pubblicare il suo primo libro?
Anzitutto frequentare ambienti affini all’editoria: blog collettivi, riviste letterarie, gruppi di scrittura sui social. Difficilmente si viene fuori dal nulla: tutti gli scrittori hanno prima respirato l’aria di una redazione e si sono confrontati con i propri pari. Se qualcuno, poi, riesce a mettere da parte una somma, magari rinunciando per qualche mese alle sigarette o a qualsiasi altra abitudine costosa, oltre che nociva, potrebbe anche considerare la frequentazione di un corso di scrittura creativa. Ce ne sono di seri e utili: lì, a contatto con docenti (che spesso sono anche scrittori) ci si può fare una prima idea sulle proprie attitudini e capacità. Intanto bisogna vedere se c’è la stoffa e poi ci si dedica a tagliare e cucire con eleganza. È più facile farsi notare da un editor e poi proporre con successo il manoscritto a chi ti conosce già, piuttosto che spedire il manoscritto a ignoti lettori di case editrici e sperare che leggano qualche pagina con interesse.
È il momento dello “Spot Time”. Perché i lettori dovrebbero acquistare questo romanzo?
Stelle di un cielo diviso racconta una storia che difficilmente arriva sui media italiani, ma non per questo è meno affascinante o degna di nota. È la storia di una divisione e di un tentato ricongiungimento, là dove lo squarcio che fende l’isola di Cipro riflette la rottura tra i due protagonisti, un tempo legati da un forte sentimento di passione e d’amore.
L’ambientazione è esotica, con Cipro in testa, grande perla del Mediterraneo, seguita da Parigi, Londra e le suggestive isole Frisoni. In più il romanzo offre un quadro culturale, storico e politico molto accurato, per cui le curiosità dei lettori più esigenti verranno certamente soddisfatte. E poi i lettori avranno piacere nell’immedesimarsi in questa storia d’amore così intensa da far traballare tante certezze, mentre si intrecciano delle splendide amicizie e si condividono speranze e timori con un occhio alla solennità greca (per il mito), ai fasti dell’Islam e alle consolazioni del Cristianesimo.
Mistero nel Mediterraneo, invece, è un tenero resoconto di viaggio Malta a bordo di una Vespa. Un ragazzo e una ragazza, ex compagni di liceo, si ritrovano per caso a Malta ed esplorano i reciproci sentimenti tra momenti di gioia e amarezza. Qui gli ingredienti per convincere i lettori ci sono tutti: il viaggio, la Vespa, la libertà, la scoperta.


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