RECENSIONE: "LA NOTTE DELLO SCORPIONE" di Antonella Scarfagna


Oggi la nostra Anna Rita ci racconta le sue impressioni sul romanzo di Antonella Scarfagna "La notte dello scorpione" edito DM Edizioni.


C’è chi di fronte al male ricevuto reagisce fortificandosi, chi invece diventa malvagio.

Ore 21.40, ha da poco smesso di piovere. Una Clio nera imbocca il viale brecciato e procede a rilento verso il casale Quercus Cerris, ma dopo alcuni chilometri, i quattro a bordo si accorgono di aver sbagliato strada. Nessun problema, si torna indietro. Ma il loro destino è già stato segnato. L’auto improvvisamente si spegne. Non c’è verso di farla ripartire. Impossibile chiamare il soccorso stradale. L’unica alternativa è dirigersi verso le luci che si scorgono giù nella valle. Giunti in prossimità dell’abitazione, Ambra riconosce il posto. Si tratta della fattoria dei Montorsi, che ha conosciuto quattro anni prima. La scoperta la rincuora. È certa che Ivan e Carlotta saranno ben felici di aiutarli e dar loro ospitalità per una notte. Ma non sa che in quattro anni molte cose sono cambiate. I Montorsi sono diventati dei solitari e non amano avere attorno gente ficcanaso. Hanno un folle e orribile segreto da nascondere.

La disavventura dei quattro protagonisti del romanzo è piena di colpi di scena, una notte “interminabile” che coinvolge chi legge il romanzo. 

Le descrizioni dei quattro protagonisti del viaggio sono precise e curate nel minimo dettaglio, così come lo sono quelle dei personaggi minori, Ivan, Carlotta e l’ambiguo zio Matteo. 

Mentre leggevo la storia di Ambra, Niko, Gabry e Katia, la mia domanda più ricorrente era “e adesso cosa succederà”??? E il bello è che ogni volta rimanevo stupita dai risvolti della storia e il finale devo dire mi ha piacevolmente sorpreso. 

Ancora una volta ha trionfato il bene: l’amore, un amore nato durante la notte dello scorpione, ma soprattutto la giustizia, perché alla fine non tutti diventano malvagi di fronte al male ricevuto

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