RECENSIONE: "LA GIUSTIZIA SECONDO GLI ANGELI" di Mattia Campitiello - CAPPONI EDITORE


Un peccato originario. Un’accusa che cambia tutto. E una verità che nessuno è pronto ad accettare.

Questa è una di quelle storie che partono da qualcosa che credi di conoscere… e poi ribaltano ogni certezza, trascinandoti tra accuse, segreti e verità scomode.

Gadriel è già stato condannato da tutti.
Tranne da chi decide di sfidare le regole… e trasformare il caos in un processo.

✨ Se ami:

⚖️ processi, interrogatori e colpi di scena

🔥 tensione che cresce pagina dopo pagina

🖤 personaggi pieni di segreti e ambiguità

🌑 il confine sottile tra bene e male



La storia prende avvio da Adamo ed Eva, la mela proibita, il caos nell’Eden ma lo rilegge in chiave completamente nuova. 

Il vero fulcro non è solo la caduta, ma tutto quello che succede dopo: accuse, intrighi e una verità che sembra molto più complicata.

Al centro della vicenda c’è Gadriel, il custode dell’Eden, accusato di tradimento e lasciato praticamente senza difesa. Tutti lo danno per colpevole… tranne Semandriel, un angelo che decide di andare controcorrente e fare qualcosa di totalmente inaspettato: organizzare un processo, usando metodi “umani" per cercare la verità.

Ed è qui che il libro cambia marcia. Diventa quasi un legal drama, con interrogatori, testimonianze e colpi di scena che tengono incollati. 

Ogni personaggio sembra avere qualcosa da nascondere, e più si va avanti più diventa difficile capire da che parte stare.

Uno degli aspetti più riusciti è proprio questo: il romanzo gioca e intreccia continuamente i concetti di bene e male. Non esistono più confini tutto si mescola, si complica, e costringe anche il lettore a mettere in discussione le proprie certezze.

Il ritmo è sostenuto, soprattutto nelle parti del processo, dove i dialoghi diventano il vero motore della storia. Se ti piacciono i libri pieni di rivelazioni e tensione crescente, qui troverai pane per i tuoi denti.