RECENSIONE: "ERA LA NOSTRA CASA" di Marcus Kliewer - NEWTON COMPTON EDITORI
Una casa. Un campanello. Una scelta sbagliata.
Da quel momento, la realtà inizia a cambiare… e niente è più come sembra.
Un incubo psicologico che ti confonde, ti intrappola e non ti lascia andare.
✨ Se ami:
😨 tensione mentale
🏚️ case inquietanti
🌫️ realtà distorte
Niente è come sembra. È meglio che chi si appresta a leggere questo libro inizi a tenerlo a mente. Soprattutto, il lettore dovrà pensarlo dopo la metà libro, come un mantra, in ogni pagina.
Perché questo giallo è più che altro un horror psicologico, un viaggio onirico nella mente di più personaggi che alla fine riserva davvero un finale spiazzante.
L’incipit è davvero spaventoso nella sua semplicità. Due ragazze hanno appena traslocato nella loro nuova bellissima casa, un po’ isolata nel bosco. Charlie sta tornando a casa dal lavoro, Eve sta aprendo scatoloni su scatoloni quando viene interrotta dal campanello. Una famiglia, una normalissima famiglia composta da padre, madre e tre figli si presenta davanti a lei. Thomas, il padre, le rivela che sono in viaggio e che passando di lì a lui è venuta la voglia di rivedere quella casa, visto che è quella dove ha passato la sua infanzia. Sarebbe un disturbo entrare un quarto d’ora per rivederla per l’ultima volta. Dalla risposta di Eve dipende tutto il resto di questo libro. Viviamo insieme a lei il panico e la paura di trovarsi avanti degli sconosciuti, l’imbarazzo per non sembrare villana a dire no, l’arrendersi e dire sì, facendo accomodare questi sconosciuti.
Ecco, proprio questo è il punto di non ritorno per Eve e Charlie e per la famiglia che ha bussato alla loro porta. Da quel momento in avanti le cose iniziano ad andare sempre peggio. Finestre che scompaiono, muri che non dovrebbero essere in quel posto, particolari che cambiano, una bambina che non dovrebbe essere dove viene trovata. Fino ad arrivare alle domande centrali: chi vive davvero in quella casa? Eve e Charlie o la famiglia che ha bussato alla porta solo qualche ore prima? O c’è qualcuno che viveva già lì, prima di tutti loro? Una presenza antica?
Tra confusione, ombre e domande Eve dovrà lottare per la sua vita e per quella di Charlie fino ad arrivare a un finale incredibile, costruito sulla suspence e che lascia un’ansia terribile. Perché tutto questo potrebbe capitare ad ognuno di noi, nessuno escluso.
Questo è un libro che ho amato, non lascio il massimo dei voti solo perché in alcuni punti, a mio avviso, l’autore si è dilungato troppo in particolari che hanno rallentato il ritmo della trama. Un libro che ti fa scandagliare i labirinti della mente umana e che non ti lascia subito andare, anzi ti accompagna anche alla fine della lettura.




