RECENSIONE: "UNO SGUARDO DELICATO SUL MONDO" di Salvatore Claudio D'Ambrosio


Sunflower ha letto il romanzo di Salvatore Claudio D'Ambrosio, Uno sguardo delicato sul mondo, e ce ne parla nella sua recensione. 


A CURA DI
Uno sguardo delicato sul mondo è una raccolta di venticinque storie che toccano le corde dell'anima di chi le legge.

Mi sono ritrovata più volte a dover chiudere il libro, fare una pausa, e riprendere la lettura.
Non perché non sia scritto bene, anzi, la penna di D'Ambrosio è delicata e scorrevole.

Mi sono più volte commossa ma anche arrabbiata leggendo questi scorci di vita, ahimè la mia empatia è stata messa a dura prova.

La vita frenetica, il menefreghismo, non ci fa accorgere che attorno a noi ci sono tante persone che chiedono una mano; dobbiamo solo tendere la nostra e tirarli fuori dal profondo abisso in cui sono sprofondati, a volte a causa di scelte sbagliate, a volte a causa di altri.

Una raccolta di racconti che apre il cuore e che fa riflettere. Preparatevi ad affrontare questo viaggio emozionale, sarà un saliscendi di sentimenti diversi e di sensazioni pronte a travolgere il lettore.


Sunflower ha avuto il piacere di intervistare l'autore. Conosciamo i retroscena del suo libro. Buona lettura!

La tua ultima opera racconta di storie vissute e che ci circondano. 
Come mai hai scelto di scrivere di questi temi? 
Ho iniziato qualche anno fa, mettendo un elenco di titoli, nei quali c'erano alcuni racconti presenti nella raccolta ("Il fuoriclasse" e "Farouq"). L'idea, seppur nata per caso, ha preso via via corpo dalla continua osservazione del mondo che faccio quando in giro. Osservo, immagino storie, penso alle vite degli altri, e nel mio pensare a nuove idee di scrittura ho pensato di provare a raccontare le esistenze di persone ai margini, usandole per parlare di temi che sento miei e che non sono molto trattati, non solo nei libri, ma anche nelle discussioni o nelle chiacchiere da bar. Si fa tanta retorica quando si parla dei migranti. Nessuno si è mai chiesto quali storie ci siano dietro a quelle persone, per dirne una. 

La scrittura che utilizzi in questa raccolta è delicata, proprio come parte del titolo che hai usato per intitolarlo.
Quando hai finito la prima stesura cosa hai pensato? Ti eri immaginato che avrebbe toccato le corde del cuore di molti? 
Quando ho terminato la prima stesura ho pensato di bruciare tutto, come mio solito. Sono molto insicuro e ho sempre la sensazione di aver scritto cose inutili, per questo dopo la prima stesura vado in una crisi profonda. Poi piano piano torno in me e provo a capire se possano andare bene in un libro. 
Immaginato di poter toccare il cuore di molti, onestamente no. Io faccio sempre fatica quando esce un mio libro. Penso sempre che non se lo caghi nessuno. Quindi tutto quello che viene dopo è sempre inaspettato e meraviglioso per me. 

Prossimi progetti? 
Noi speriamo di leggere altro scritto da te, chissà magari una cosa del tutto diversa come un libro per bambini.
Il primo prossimo progetto è cercare di godere un po' dell'affetto che la mia scrittura mi porta. Mi fa sempre strano, ho sempre la sindrome dell'impostore accanto a me che mi porta a vivere male certe cose. In termini più stretti e legati alla scrittura, ho da un po' di tempo terminato il mio primo libro di narrativa, la storia di una studentessa universitaria che tenta il suicidio. Ho già fatto la prima parte di editing strutturale, nelle prossime settimane riprendo con editor. Poi non lo so. Non metto nessun paletto a cosa possa succedere nella mia vita di autore. Mi piacerebbe scrivere cose fuori dal mio modo di vedere, ma essendo maniacale e perfezionista vedo le difficoltà, in termini di studio, di apprendimento, che ora come ora ti dico che non so davvero cosa vorrei fare. Mi piacerebbe scrivere qualcosa di nuovo, ma non so cosa. Un testo per i bambini no, non credo di esserne capace. Mi piacerebbe però scrivere un libro lunghissimo. Così almeno gli altri porterebbero smettere di usare i miei libri per sistemare le gambe dei tavoli...