RECENSIONE: "NOI RAGAZZE DEGLI ANNI OTTANTA" di Karyn Porton

Wiengirl80 ci racconta le sue impressioni sul romanzo di Karyn Porton Noi ragazze degli anni Ottanta. Ringraziamo l'autore per la copia digitale omaggio.


A CURA DI
“Noi, ragazze degli anni Ottanta, che osserviamo le stelle e cantiamo alla luna. Paghiamo cara la fragilità. Noi, ragazze degli anni Ottanta, che mentiamo a noi stesse, che sputiamo sulla verità. Immobili difendiamo ciò che di più debole c'è in noi, l'ombra che riscalda le nostre anime. Noi, ragazze degli anni Ottanta, fragili e sole, che non ci sorprendiamo più e viviamo su un treno senza destinazione.”

Crezia, Shine, Fede, Pasin sono i protagonisti principali di questo romanzo. Le loro vite si intrecceranno tra di loro, tra il bene e il male, tra pochi alti e molti bassi.

Crezia e Shine si incontrano nel reparto di psichiatria e la loro amicizia nascerà tra le mura di un reparto.

Ed è proprio tra quelle mura che sanno di sofferenza che Shine sente per la prima volta la musica di Fede.

Fede ha un passato di tossicodipendenza ma conoscere e amare Shine potrebbe essere il passo avanti per smettere del tutto.

Ma non è così semplice e nonostante le promesse fatte ricadrà sempre in quel vortice e finirà con il fare soffrire sempre la ragazza.

Crezia non è capace di amare, allontana chiunque cerca di starle vicino e l’unico momento di pace e quiete la trova quando si procura del male.

Il suo cuore si aprirà nel momento in cui inizierà a frequentare Pasin, amico di Fede. Ma sarà conoscendo Bri, un uomo più grande di lei e anche lui con problemi, che capirà il vero significato di amore.

Pasin, nato i Albania ma scappato in Italia, è un ragazzo che ha dovuto sopportare la violenza di un padre che lo disprezzava per il suo essere gay.

Il rapporto che instaura con Crezia è un rapporto di odio e amore, tanti bassi tra di loro ma, nonostante i modi di fare della ragazza è sempre disponibile a starle vicino e ad aiutarla.

Una lettura non semplice per i temi trattati che vanno dall’autolesionismo ai problemi di alcolismo e droga, ai problemi mentali e all'accettazione del proprio essere.

Nonostante la vita dia loro parecchie possibilità di ricominciare i protagonisti ricadono sempre nei loro problemi.

I loro demoni sono più forti della loro felicità e molto spesso metteranno in crisi la loro già debole condizione psichica.

Ci sono stati dei salti temporali ed episodi poco chiari che mi hanno destabilizzato un po’ durante la lettura ma sicuramente l'autrice è riuscita con molta sensibilità a fare entrare in contatto il lettore con i protagonisti, facendo sentire le paure, i problemi e la vita di questi ragazzi tanto fragili che cercano un granello di felicità, un sentimento che per chiunque è qualcosa di scontato ma non per loro che lottano quotidianamente contro qualcosa più grande di loro.

Lettura consigliata.