RECENSIONE: "LA CRIPTA DI VENEZIA" di Matteo Strukul

Arya ha letto per il blog il nuovo romanzo di Matteo Strukul La cripta di Venezia edito Newton Comtpon Editori.

 





Siamo nel 1732 a Venezia. Nella cripta della chiesa di San Zaccaria viene ritrovato il corpo di una suore da una giovane del convento. Si tratta senz'altro di un omicidio e la brutalità di quanto è stato commesso è stata ben visibile a chi ha potuto osservare la scena: la vittima legata con un mattone infilato in gola con così tanta violenza da spaccarle la mandibola.
La ragazza è una Mocenigo, fa parte quindi della famiglia del doge che versa in pessime condizioni di salute.

Giovanni Antonio Canal, detto il Canaletto, viene convocato in quanto, anni prima, testimone di altri delitti consumati così barbaramente e riconducibili all'epoca dei fatti a Olaf Teufel sui cui Canaletto indaga insieme ai suoi amici Owen McSwiney, un impresario teatrale, Joseph Smith, un mercante d'arte, e Isaac Liebermann, un medico.

Quando un secondo delitto coinvolge un altro membro della famiglia Mocenigo, Canaletto inizierà a porsi molte domande e a indagare sul passato della famiglia del doge.

Venezia. Città situata nel cuore della laguna veneta racconta e sprigiona in ogni suo angolo un fascino senza tempo. I suoi labirintici intrecci di calli e canali, i suoi ponti, i suoi palazzi, affascinando gli occhi di chi la guarda, ma nasconde sotto di sé luoghi inesplorati e misteriosi, spesso inaccessibili: le cripte. Esse raccontano una Venezia ricca di fascino ed è proprio in questi luoghi oscuri che si consumano efferati delitti.

La cripta di Venezia è un thriller dalle tinte noir in cui l'autore mischia in modo magistrale storia, leggenda e arte e lo fa arricchendo il tutto con descrizioni suggestive e personaggi interessanti. A questo proposito voglio citare uno dei personaggi femminili che mi ha colpito di più tanto da fare delle ricerche su di lei durante la mia lettura.

Giulia Lama era una pittrice dell'epoca che fu ritenuta incapace di praticare il mestiere perché donna e quindi venne emarginata dalla società. Oggi viene ricordata come la prima donna ad aver studiato il nudo maschile dal vivo. Fu poco apprezzata nella seconda metà del Settecento (e rivalutata solo nel Novecento) per il suo disegno ritenuto difettoso e grossolano.

Ho apprezzato il desiderio di riscatto che ha voluto darle Strukul inserendola nel suo romanzo e dandole voce e dignità non solo come donna ma anche come pittrice.

Non mi resta che consigliarvi questo romanzo che chiude la trilogia dedicata alla città sull'acqua. Dopo Il cimitero di Venezia e Il ponte dei delitti di Venezia preparatevi a vivere questa nuova avventura ricca di suspense, colpi di scena e leggende gotiche.