Circa 12.000 anni prima di Cristo il cane attuale, Canis Familiaris, prese origine dal suo antenato Canis Lupus, il Lupo. Nei secoli successivi i due animali seguirono percorsi evolutivi completamente diversi. Mentre il lupo è rimasto lo stesso sotto ogni punto di vista,il cane si è moltiplicato in una miriade di razze. Il lupo è tutt’ora selvatico; il cane è stato addomesticato. E se la vita del lupo rimane legata allo stesso ambiente sociale, il Branco, quella del cane moderno si è integrata nella società degli uomini, rimanendo spesso isolata dagli altri membri della specie. A uno sguardo superficiale, quindi, può sembrare che i due animali abbiano ben poco in comune, oggi. Ma niente potrebbe essere più lontano dalla verità.

Quando il lupo, Canis Lupus, si integrò nella società umana, le due specie strinsero una straordinaria alleanza. Entrambi capirono istintivamente che la sopravvivenza dipendeva dalla forza del branco. Da allora questo nuovo tipo di lupo, Canis Familiaris, si è evoluto in una gran quantità di razze.
Se accettiamo che l’impostazione base del Canis Familiaris rimane pressoché uguale a quella del branco di lupi, non è difficile capire quali forze plasmino il comportamento del cane moderno. Perché se il cane è stato sottratto al branco di lupi, il branco di lupi non potrà mai essere sottratto al cane.
Per capire come il cane moderno vede il suo mondo dobbiamo perciò prendere in considerazione la società dalla quale è emerso e si è evoluto: il branco di lupi.
Iniziamo a guardare al nostro cane attraverso Gli Occhi Del Lupo.



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Oh Grande Spirito, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare e la saggezza di capirne la differenza.
(Preghiera Cherokee)


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mercoledì 24 giugno 2009

Gli Occhi Del Lupo


Circa 12.000 anni prima di Cristo il cane attuale, Canis Familiaris, prese origine dal suo antenato Canis Lupus, il Lupo. Nei secoli successivi i due animali seguirono percorsi evolutivi completamente diversi. Mentre il lupo è rimasto lo stesso sotto ogni punto di vista,il cane si è moltiplicato in una miriade di razze. Il lupo è tutt’ora selvatico; il cane è stato addomesticato. E se la vita del lupo rimane legata allo stesso ambiente sociale, il Branco, quella del cane moderno si è integrata nella società degli uomini, rimanendo spesso isolata dagli altri membri della specie. A uno sguardo superficiale, quindi, può sembrare che i due animali abbiano ben poco in comune, oggi. Ma niente potrebbe essere più lontano dalla verità.


Quando il lupo, Canis Lupus, si integrò nella società umana, le due specie strinsero una straordinaria alleanza. Entrambi capirono istintivamente che la sopravvivenza dipendeva dalla forza del branco. Da allora questo nuovo tipo di lupo, Canis Familiaris, si è evoluto in una gran quantità di razze.
Se accettiamo che l’impostazione base del Canis Familiaris rimane pressoché uguale a quella del branco di lupi, non è difficile capire quali forze plasmino il comportamento del cane moderno. Perché se il cane è stato sottratto al branco di lupi, il branco di lupi non potrà mai essere sottratto al cane.
Per capire come il cane moderno vede il suo mondo dobbiamo perciò prendere in considerazione la società dalla quale è emerso e si è evoluto: il branco di lupi.
Iniziamo a guardare al nostro cane attraverso GLI OCCHI DEL LUPO.


Qualsiasi branco di lupi è composto da LEADER e SUBORDINATI, e in cima alla piramide ci sono i capi supremi: il maschio e la femmina alfa.
Composta dai due lupi più forti, sani, intelligenti ed esperti, la coppia alfa ha il compito di assicurare la sopravvivenza del branco. Perciò domina su tutti gli altri e ne guida ogni azione; il suo status viene mantenuto grazie a continue esibizioni di autorità. Il maschio e la femmina alfa sono gli unici lupi del branco che si riproducono, assicurando così che si trasmettano solo i geni più sani. Sono a tutti gli effetti una coppia di dittatori: controllano e dirigono la vita del branco, e gli altri lupi accettano in tutto e per tutto il loro governo. Ogni subordinato è soddisfatto di conoscere qual è il proprio posto e il proprio ruolo nell’ambito della gerarchia, e tutti vivono felicemente sapendo di avere una funzione importante per il benessere del branco.
La gerarchia viene continuamente rinforzata attraverso comportamenti altamente ritualizzati. Questo è essenziale per via della natura mutevolissima della vita del branco, nel quale il maschio e la femmina alfa e i loro subordinati possono essere uccisi o sostituiti perché anziani. Se invece consideriamo i cani odierni, discendenti del lupo, possiamo individuare quattro rituali base che si richiamano agli istinti del branco mai andati perduti.


Questi quattro principi base del legame amicale sono il fulcro del metodo di Jan Fennel, l’ideatrice del metodo di comunicazione gentile con il cane... metodo che rispetto, applico e ammiro profondamente.


I quattro rituali
- Il primo rituale viene messo in atto ogni volta che il branco si riunisce dopo essersi sciolto. La coppia alfa riafferma il proprio status attraverso segnali espliciti. La coppia possiede un proprio spazio personale; a nessun altro lupo è permesso introdursi in questo spazio, a meno che non sia invitato. Rifiutando o accettando l’attenzione di altri membri la coppia alfa ristabilisce il proprio primato sul branco.
- Il secondo rituale viene messo in atto con i segnali di pericolo. La coppia alfa ripaga il rispetto tributato dal branco assumendosi la totale responsabilità del suo benessere: in caso di pericolo essi hanno il compito di proteggere il branco.
- Il terzo rituale viene messo in atto durante la caccia, dove la coppia alfa esprime il massimo della sua dominanza. Sono il maschio a la femmina alfa a guidare il branco nella caccia della preda, loro che decidono le mosse e le strategie . Loro precedono sempre il branco.

- Il quarto rituale viene messo in atto durante la consumazione della preda. La coppia alfa ha la precedenza assoluta nel nutrirsi. Solo quando sono sazi e segnalano di aver finito, il resto del branco potrà mangiare, e sempre secondo l’ordine gerarchico: prima i più anziani, poi i più giovani.


In questo metodo gentile non esistono né obblighi né coercizioni. Non c’è violenza né fisica né psicologica. Lo scopo è infatti quello di indurre al cane ad agire secondo la propria volontà: compiendo associazioni positive con un certo comportamento e riconoscendo le situazioni in cui può ottenere dei vantaggi ed essere ricompensato se farà la cosa giusta. Per una giusta comprensione e assimilazione del metodo Fennel (dal nome della sua ideatrice) è consigliabile richiedere, almeno per i primi periodi, l’aiuto e la supervisione di un esperto.
Non possiamo pretendere che il cane impari la nostra lingua, bensì dovremmo essere noi ad imparare il “canino”.

Regole fondamentali:


CALMA
COERENZA
CONVINZIONE
PAZIENZA
AMORE


Bibliografia:
Jan Fennel, Ascolta il tuo cane, Salani Editore
Jan Fennel, Parla con il tuo cane, Tea Pratica


Copyright di Alessia Aggio.
È vietata la riproduzione totale o parziale del testo senza il consenso esplicito dell’autore


2 commenti:

sulle orme del lupo ha detto...

Evvai, questo si che è un articolo.... Brava Alessia vedo che l'autrice ti ha ispirato... in effetti è molto brava...
E' giusto diffondere queste cose, è giusto per la crescita di ogni individuo, perchè quello che non dico io lo puoi dire tu... o un'altro ancora, il sapere non ha età, il sapere non può diffondersi, se non cè comunicazione e scambio di idee, il sapere e la conoscenza sono alla base della voglia di crescere, vivere, ed esplorare...

Indiana ha detto...

parte di questo articolo è stato ispiarato anche da te mia cara Katia...seguendo le tue orme sono diventata una persona migliore!grazie di cuore!

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